Una geografia fantastica. Dall’Asia in Laguna

Corea, Giappone e Cina s’incontrano sotto la stessa bandiera. Il collettivo Xijing Men riscrive le buone regole e s’inventa una città, nel cuore dell’Asia, in cui conflitti e confini sono annullati. Alla Bevilacqua La Masa di Venezia, fino al 25 settembre.

“This is Xijing - The Journey Beyond the West”, performance e installazione, Nagoya, Giappone, 2010. Courtesy degli artisti e della Japan Foundation

Al di là del fitto susseguirsi di inaugurazioni in Laguna, è impossibile non accorgersi del crescente numero di istituzioni – non ultima la Fondazione Prada – che vedono in Venezia una piattaforma ideale per presentare la loro collezione. Dal canto suo, la Bevilacqua La Masa sceglie di continuare sulla propria linea, preferendo vie meno praticate e introducendo, anche in questa occasione, un progetto non facile.
In collaborazione con l’Associazione Arthub Asia e con la curatrice Beatrice Leanza, la fondazione concepisce una sorta di retrospettiva del trio asiatico formato da Chen Shaoxiong, Tsuyoshi Ozawa e Gimhongsok.
Gli artisti, oltre a essersi inventati la capitale di Xijing, hanno cercato di scriverne le regole e il piano urbanistico, mescolando fonti scientifiche, storia e geografia con l’immaginazione e il sapere fantastico. Un video, suddiviso in brevi capitoli, svela ogni caratteristica della città in cui vigono, fra le altre cose, il diritto alla solitudine, lo sviluppo del pensiero e l’uguaglianza. La forma di Xijing è simile a un’anguria – che, oltre a un frutto, è una metafora –, la piscina e il centro commerciale sono costruiti sottoterra, l’aeroporto è il più piccolo al mondo e le persone fanno crescere il proprio orto domestico su tavoli e sgabelli coltivabili.

“Welcome to Xijing - Xijing Olympics” (Openining Cerimony), performance e installazione, materiali vari, Caochangdi Village, Pechino, 2008. Courtesy degli artisti e della Boers Li Gallery, Pechino

Il collettivo, poi, mette a punto un’installazione che invade l’intera area espositiva. La bandiera turchese di Xijing corre dal primo al secondo piano e riveste pareti e oggetti presenti nello spazio. Qui, l’ironia rispetto a concetti come nazionalismo e potere è meno sottile.
Ricco di humour, invece, è il secondo video in mostra, teso a documentare i Giochi Olimpici della città, che si sono svolti nel 2008 parallelamente a quelli di Pechino. Gli artisti si confrontano in una serie di sfide sportive come la maratona del sonno, il calcio con il cocomero e un triathlon fuori dal comune. Nonostante l’approccio divertente, anche in questo caso emerge una critica feroce allo spettacolo degli eccessi.
Modalità di approccio e ricerca non sono del tutto nuove, ma il collettivo riesce a tradurre, con intelligenza, le contraddizioni della cultura asiatica. O, forse, universale.

Saul Marcadent

Venezia // fino al 25 settembre 2011
Xijing
a cura di Beatrice Lanza
www.bevilacqualamasa.it