Sguardi rumeni al Museion

Al Museion di Bolzano, fino al 28 agosto si celebrano le virtù del dettaglio. Una collettiva di artisti (perlopiù) rumeni amplifica i riti delle cose. Tra zolle di siccità, soglie sospese, tende di carta vetrata, totem in natura e segni della nascita del tempo.

Mircea Cantor - Hiatus - 2008 - courtesy l’artista & Galerie Yvon Lambert, Parigi

Una decina di autori si misura con il tempo, l’unica convenzione che, quando passa, trasforma le cose. Image to be projected until it vanishes è una collettiva che celebra poesia e memoria attraverso l’epifania del dettaglio. Gli artisti selezionati provengono per la maggior parte dalla Romania. Tra gli altri: Mircea Cantor che, in uno scatto, innesta un totem in un tronco d’albero vivente (Hiatus); Mona Vătămanu e Florin Tudor, che filmano uno speciale rito di primavera; e Roberto Bosisio, che si inserisce attraverso una delle sue ben note soglie. In mostra sono inoltre stati installati due lavori esplicitamente prodotti per la collettiva. Il primo, in ordine d’apparizione, è di Miclos Onucsan che, attraverso la grande installazione I re-place the horizontal of the water, porta a livello siccità artificiali e strumenti dell’uomo. Mentre il secondo lavoro commissionato è A-I. Primo volume di un alfabeto edito da Kilobase Bucharest, una galleria d’arte fittizia creata da Joana Nemes e dal ricercatore di marketing dell’arte Dragos Olea. Kilobase sta per l’unità di misura del Dna, la biomolecola portatrice delle informazioni genetiche.

Ginevra Bria

Bolzano // fino al 28 agosto 2011
Image to be projected until it vanishes
a cura di Minhea Mircan
www.museion.it

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.