Matti Braun va a ritroso

Chiazze di colore. Come tracce di memoria di un viaggio in solitaria. Quello di Matti Braun è un percorso a densità variabile fra tecniche e forme. Alla Galleria S.A.L.E.S. di Roma, fino al 29 luglio.

Matti Braun - Sola - veduta della mostra presso la Galleria S.A.L.E.S., Roma 2011

Veleggiare col pensiero in terre esotiche o in tempi lontani, alla scoperta di tecniche antiche e radici profonde. Le opere di Matti Braun (Berlino, 1968) esposte da S.A.L.E.S. a Roma sono il taccuino di un viaggio in solitaria, pagine da cui emergono macchie di colore come tracce di memoria. Liquida, sfumata, ma anche densa e stratificata come la roccia, perché il tempo è durata e dipende dall’intensità del momento. La ricerca di Matti Braun è tutta qui, e non è poco. Sono le cartoline autografate da Umberto II, impronta del passato. Sono i batik, gocce di “io” cadute dall’Oriente. Sono fotografie in cui ciascuno è libero di trovare il suo percorso. Che poi significa perdersi nel caleidoscopio della natura. Forme che si richiamano di quadro in quadro. La vera opera è la mostra.

Marco D’Egidio

Roma // fino al 29 luglio 2011
Matti Braun – Sola
www.galleriasales.it