Marmo astuto

Corpi in movimento per costruire un grande corpo scultoreo. Una messa in scena complessa e sinuosa, dove materiale e immateriale, presenza e assenza, si fondono e confondono. È la Vanessa nazionale, da Lia Rumma. A Milano (e a Napoli).

Vanessa Beecroft - Performance VB70 / VB MARMI - veduta della performance presso la Galleria Lia Rumma, Milano 2011

Dopo la gremita performance di Vanessa Beecroft (Genova, 1969; vive a New York) andata in scena a Milano da Lia Rumma, resta l’installazione VB marmi. Algidi e intoccabili i corpi delle dieci modelle impegnate nella performance VB70 su blocchi di marmo ora immobili, ora in sequenze silenziose, fluide, in moto. Come azioni sul filo di un respiro sincopato. Età e pesi differenti e colori difformi, ognuna in tinta col basamento. Prosegue coerente e riconoscibilissima la ricerca della Beecroft rispetto al “corpo” nella contemporaneità. Il corpo come simulacro dei tempi. E con un’ossessione per il dettaglio. Per ogni singola venatura. Per ogni velo di luce sulle nudità. Ogni singolo sguardo. Ogni respiro. Una lunga sinfonia silente e muta. Attonita, come davanti a un mistero. Materia viva e fredda si fondono in un solo grande affresco onirico.

Caterina Misuraca

VB70. Gli scatti rubati

La Beecroft alla Biennale

Milano // fino al 30 settembre 2011
Vanessa Beecroft –
Performance VB70 / VB MARMI
www.liarumma.it

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Caterina Misuraca
Caterina Misuraca nata a Lamezia Terme nel 1976. Vive e lavora a Milano. Laurea all’Università di Bologna in Discipline delle Arti della Musica e dello Spettacolo. Giornalista di cronaca, politica, costume e società. Curatrice mostre d’arte sociale (tra queste: OggettInstabili - Moti Urbani StazionImpossibili). Contitolare Agenzia di Comunicazione Misuraca&Sammarro. Organizza eventi di critical fashion ed ecodesign (tra questi: Natura Donna Impresa Verso Expò 2015 - IOricicloTUricicli). Dal 2008 collaboratrice di Exibart, da marzo 2011 passa ad Artribune.
  • maio

    bleah …

  • Giovanna

    Vanessa Beecroft, il marmo bianco, l’ossessione, le modelle algide… ma in che anno siamo? Non avevamo gia’ visto tutto cio’? Non che l’arte si debba rinnovare per essere tale, ma percepisco una compiaciuta stasi nel percorso della Beecroft, alimentata dall’allure del suo stesso nome, un marchio di manifattura estremamente lucroso e idolatrato.
    Giovanna Rossi

  • SAVINO MARSEGLIA (curatore indipendente)

    Giovanna, in realtà, ciò che ci fa sembrare nuova una ricerca artistica, ciò ce la fa percepire già vecchia. Il fatto è che la Beecroft non fa che ripetersi.