Grande freddo al Collegio degli Armeni

In Biennale, nella corte di Palazzo Zenobio, un’artista spagnola e uno islandese danno vita al Padiglione Islanda. Quattro nuove installazioni, sonore e strutturali, reinterpretano temi sociopolitici islandesi, integrandosi ironicamente al contesto veneziano.

Libia Castro & Ólafur Ólafsson - Under Deconstruction - Padiglione Islanda - Biennale di Venezia 2011

Nell’ex Lavanderia di Palazzo Zenobio, Libia Castro (Madrid, 1970) e Ólafur Ólafsson (Reykiavik, 1973) sono protagonisti di Under Deconstruction. La doppia personale è stanziata all’interno di una palazzina costruita su due piani, uno spazio interamente comunicante con il cortile esterno perché non ancora completamente chiuso da porte e finestre, né tantomeno intonacato. L’edificio, all’interno della corte, funge da raccordo e orla il lato corto dell’intero complesso architettonico, il Collegio Armeno Moorat-Raphael.
Con lo scopo predefinito di sovvertire le tradizionali relazioni di potere e della decostruzione dei modelli di percezione prestabiliti, in un tentativo di ricostruire, fare propria e reinventare la realtà”, la Castro e Ólafsson allestiscono uno fra i padiglioni più essenziali di tutta la Biennale. Nonostante i contenuti della mostra siano prevalentemente tracce audio e racconti sonori.

Libia Castro & Ólafur Ólafsson - Under Deconstruction - Padiglione Islanda - Biennale di Venezia 2011

Sulla parete d’ingresso, una sottile scritta al neon declama: Il tuo paese non esiste. L’installazione fa da controcanto al primo video che s’incontra al piano terra. Il tuo paese non esiste è infatti una proiezione della durata di circa 12 minuti che fa parte di un progetto più ampio, iniziato a Istanbul nel 2003. Nel video, il duo artistico presenta una serenata contemporanea per mezzo soprano, chitarra e tromba, eseguita e registrata dal vivo, navigando con una gondola per i canali di Venezia. Il lavoro, presentato su un televisore con schermo al plasma e ascoltabile attraverso alcune coppie di cuffie, è cantato in lingue alternate e vuole rimettere in scena diversi aspetti della città e della sua onnipresente identità turistica.
Sempre al piano terra è presentato il video Constitution of the Republic of Iceland. In una saletta, allestita con alcune sedie di plastica, la proiezione reinterpreta la Costituzione islandese in un’opera per soprano, baritono, coro da camera, piano e doppio basso. La composizione fu eseguita per la prima volta in pubblico nel marzo del 2008 in Islanda, sei mesi prima del collasso bancario che mise in ginocchio il sistema sociopolitico del Paese.

Libia Castro & Ólafur Ólafsson - Under Deconstruction - Padiglione Islanda - Biennale di Venezia 2011

Al piano superiore, sulla terrazza, la Castro e Ólafsson strutturano Exsorcising Ancient Ghosts. Da un orcio in ceramica, posto nel centro del rooftop, sono stati fatti uscire alcuni fili per woofer. Chiunque indossi le cuffie potrà ascoltare in due lingue frammenti di antichi testi giuridici, letterari, politici e filosofici greci. La pièce è focalizzata sulla descrizione del genere sessuale dei migranti nella città antica, analizzando diritti e regolamenti.

Ginevra Bria

Venezia // fino al 27 novembre 2011
Libia Castro & Ólafur Ólafsson – Under Deconstruction
(Padiglione Islanda)

www.icelandicartcenter.is/venicebiennale

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.