Francesco Barocco capo del personale

“I Saettatori”, un lavoro di negoziazione che rifugge da qualsiasi forma di demagogia. È quel che Francesco Barocco presenta per il XII Premio Ermanno Casoli, in mostra a Fabriano fino al 29 luglio. L’arte così entra in azienda portando le proprie regole, per meglio attuare la propria profonda vocazione etica.

Francesco Barocco - I Saettatori - veduta della mostra presso la Fondazione Casoli - Fabriano 2011 - photo Stefano Ambrosini

Chi segue il lavoro di Francesco Barocco (Susa, 1972; vive a Torino) ne conosce la natura enigmatica, la stratificazione di tecniche, materiali, riferimenti culturali che rendono le sue opere oggetti compositi, in cui è possibile riconoscere i singoli elementi, le citazioni, i riferimenti, ma il cui significato complessivo resta sfuggente, mutevole. Il lavoro di Barocco affascina con grande forza evocativa, ma conserva il suo mistero e diventa ostico da tradurre in parole. Per Barocco, infatti, l’arte è un fatto privato, una questione personale, che può essere condivisa fino a un certo punto.
Si può intuire da questa premessa la singolarità del progetto I Saettatori, per il quale è stato chiesto all’artista di coinvolgere, nella realizzazione dell’opera, un gruppo di dipendenti di Elica, l’azienda sostenitrice del Premio.
In risposta a questa richiesta, Barocco radicalizza le proprie posizioni, scegliendo di non uscire dal proprio spazio (concettuale e pratico) di artista. Procede quindi con la scomposizione in visioni simultanee di tutti gli stadi del lavoro dell’artista, creando un’opera prismatica, che offre all’osservatore una campionatura delle fasi e delle competenze insite nel processo creativo: dimostrazione laboratoriale sull’incisione, perché solo una conoscenza approfondita della tecnica permette di dare forma all’idea; allestimento di una mostra di incisioni di alcuni grandi maestri della storia dell’arte, perché la cultura di un artista è parte integrante del suo lavoro; esposizione di una serie di lavori site specific, perché la vita dell’artista è tutta in questa continua tensione fra interno ed esterno, tra esplorazione di sé e comunicazione con l’altro.

Francesco Barocco - I Saettatori - veduta della mostra presso la Fondazione Casoli - Fabriano 2011 - photo Stefano Ambrosini

Barocco delinea, con questo progetto, la figura paradigmatica, quasi archetipica dell’artista, a cui attribuisce una grande responsabilità etica, interrogandosi sul suo ruolo nella società e sul suo rapporto con l’osservatore. La tensione morale con cui Barocco interpreta il proprio lavoro, anche in questa occasione si è manifestata con la consueta raffinatezza ed essenzialità, ma è nel catalogo che Barocco si esprime con maggior libertà e leggerezza.
Edito da Mousse, con un testo di Marcello Smarrelli, curatore del progetto, il catalogo raccoglie le schede che l’artista ha composto per descrivere ciascuna delle opere in mostra. Si tratta di un ulteriore lavoro di stratificazione, di un gioco di echi e richiami ad altri testi, ad altre discipline, dalla poesia alla psicoanalisi, in cui Barocco appare particolarmente a proprio agio e sembra divertirsi, coinvolgendo il lettore con testi mai scontati che, senza recintare le opere in letture rigide e definitive, aprono l’immaginazione e invitano all’approfondimento.

Stefania Fois

Fabriano // fino al 29 luglio 2011
Francesco Barocco –
I saettatori
a cura di Marcello Smarrelli
Catalogo Mousse Publishing
www.fondazionecasoli.org