Cuore di cane

Artista radicale che attinge all’ambito socio-culturale della Russia sovietica e post-sovietica, Oleg Kulik si pone in antitesi all’antropocentrismo. Per un dialogo tra uomo e animale. In mostra la serie “The Russian”, tratta dalle sue disarmanti performance. A Cagliari, fino al 30 giugno.

Oleg Kulik - Eclipse - 1999

Dissacrante provocatore al limite dell’assurdo, autore di performance estreme tra show e shock, censurato a Parigi nel 2008 e presente alla 54. Biennale all’interno del progetto Glasstress, Oleg Kulik (Kiev, 1962) approda a Cagliari per inaugurare il nuovo spazio espositivo 18diviasulis. Dieci serigrafie tratte dalle sue performance indagano il lato animale dell’umanità, nel tentativo di ricondurre l’uomo a uno stato primordiale, alla ricerca dell’istinto più viscerale scevro da valori antropologici. Influenzato dal Concettualismo moscovita, reagisce alla cultura imperialista e al conflitto fra natura e progresso nell’epoca della civilizzazione attraverso il suo alter-ego, il fedele Quilty. Il bulldog onnipresente in ogni frame della serie, dove riferimenti a icone come la piazza Rossa, il Mausoleo e la Biblioteca di Lenin fanno da sfondo a scene surreali cariche di dettagli nonché metafore. Teatrini grotteschi dell’esistenza.

Roberta Vanali

Cagliari // fino al 30 giugno 2011
Oleg Kulik – The Russian (Primadellabiennale)
a cura di Cristiana Giglio
[email protected]

CONDIVIDI
Roberta Vanali
Critica, curatrice e giornalista d’arte contemporanea. Ha collaborato con le riviste d’arte Ziqqurat, Terzocchio e Grandimostre. 2000/2010 Caporedattrice per la Sardegna della rivista online e cartacea Exibart. Da gennaio a dicembre 2006 direttrice della Galleria Studio 20, via Sulis 20, Cagliari. Da marzo 2011 Caporedattrice per la Sardegna della rivista ARTRIBUNE Ideatrice della rubrica di iconografia Icon (on) Graphy per la rivista Artribune. Da aprile 2010 consulente artistica della galleria online Little Room Gallery. Da ottobre 2006 curatrice del blog BlogArte http://robertavanali.blogspot.com/ e della rubrica Interviews. Ha redatto circa 250 articoli e curato oltre cinquanta mostre in spazi pubblici, privati e musei.
  • meoui

    hum…animale-cane come simbolo di..?

  • eko

    “In tutte le mitologie il cane (Anubis, T’ien-k’uan, Cerbero, Xolotl, Garm, ecc…) è sempre associato alla morte, agli inferi, al mondo sotterraneo, ai regni invisibili governati dalle divinità ctonie o seleniche. Il simbolo sembrerebbe legato alla trilogia degli elementi (terra, acqua, luna) di cui si conosce il significato occulto, femminile, vegetativo, sessuale, divinatorio tanto per il concetto di inconscio quanto per quello di subconscio. La prima funzione mitica del cane, universalmente documentata è quella di psicopompo: è la guida dell’uomo nella notte della morte…”

    • hm

      no guarda che quello forse è il gatto . il cane è da sempre un essere inferiore : puzza, è dipendente e succube dell’uomo, deve essere portato fuori a scagazzare in mezzo alla strada, non pulisce la scagazza etc

  • ian solo

    niente di che…quella con bandiera rossa è la più…simpatica?