Christopher Michlig. Dall’Alaska, il tempo del silenzio

Proprio quando a Milano impazzava la campagna elettorale, alla Galleria 1000eventi si sceglieva di propendere per una poesia silente. Una risposta agli schiamazzi di certa comunicazione, ancora in mostra fino al 22 luglio.

Christopher Michlig - Punctuality - veduta della mostra presso la Galleria 1000eventi, Milano 2011

Niente di più contrastante, per una Milano presa d’assalto da una primavera di propaganda politica (quasi un’immensa e selvaggia mostra di Mimmo Rotella) che ostentano promesse, gaudenti faccioni e paroloni. Punctuality di Christopher Michlig (Girdwood, Alaska, 1976; vive a Los Angeles) indaga come la comunicazione invada lo spazio urbano, e non a caso la mostra allude al concetto di “terrorismo linguistico” di Carl Andre. Il percorso di Michlig è decisamente complesso: scompone ogni parola; fa tacere ogni urlo, imponendo un’analisi colta e attenta. I segni d’interpunzione divengono ombre nello spazio per disegnare un’architettura ora in bianco e nero, ora dai colori fluorescenti decisamente pop. Tra installazioni, serigrafie e progetti scultorei si muove guerra al fragore delle parole che violentano le strade. Qui c’è il silenzio della poesia. Qui, vocali, consonanti, punteggiatura respirano.

Caterina Misuraca

Milano // fino al 22 luglio 2011
Christopher Michlig –
Punctuality
www.1000eventigallery.it

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Caterina Misuraca
Caterina Misuraca nata a Lamezia Terme nel 1976. Vive e lavora a Milano. Laurea all’Università di Bologna in Discipline delle Arti della Musica e dello Spettacolo. Giornalista di cronaca, politica, costume e società. Curatrice mostre d’arte sociale (tra queste: OggettInstabili - Moti Urbani StazionImpossibili). Contitolare Agenzia di Comunicazione Misuraca&Sammarro. Organizza eventi di critical fashion ed ecodesign (tra questi: Natura Donna Impresa Verso Expò 2015 - IOricicloTUricicli). Dal 2008 collaboratrice di Exibart, da marzo 2011 passa ad Artribune.