“Sono nascosto e non lo sono”

Fino al 19 luglio, i lavori di Alex Pinna sondano gli spazi medievali della Torre Bruciata di Teramo. Sculture e dipinti, più o meno recenti, grazie a illuminazioni studiate e angoli nascosti, spingono lo spettatore in una dimensione irreale. Con risultati inaspettati.

Alex Pinna - Dopo - 2010

Già in esterno, alcune opere di Alex Pinna (Imperia, 1967; vive a Milano) introducono verso il cuore della mostra. Inaspettata presenza, Hold me sembra aspettare chi entra. Accanto, appesi al soffitto, si vedono i tappeti, le lampade e le corde di una delle opere più interessanti: Vivai. Salendo i due piani successivi, i vari incontri imprevisti e minuti non fanno che trascinare in una dimensione favolistica. Ma si tratta di fiaba moderna, discorde, che si muove su un filo sottile tra ironia e malinconia. Nelle due grandi sale, due installazioni paiono come i nuclei centrali della mostra, e tra di loro in diretto contatto. Le scelte installative danno l’idea di un desiderio di connubio intimo con chi guarda. Tutto fa pensare al commento di Marzona a una frase di Nauman: “Il fatto che il messaggio ‘il vero artista aiuta il mondo rivelando delle verità mistiche’ sia da leggere in chiave ironica o seria rimane in dubbio”.

Gianmaria De Lisio

Teramo // fino al 19 giugno
Alex Pinna – Blind
a cura di Chiara Natali

www.bmidea.it

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  • Alf

    Passata la sbornia degli anni ’90 e dopo la crisi che ha sanato le distorsioni del boom non sarebbe male voltarsi ad analizzare a mente fredda quel che è successo nel campo dell’arte mentre si era distratti da record d’asta, presenzialismo a fiere e mostre, concorsi farlocchi, rincorsa al nuovo enfant prodige e via discorrendo. L’impressione, vedendo questo Pinna o il Marco Neri di Pack, è che probabilmente ci siamo persi qualcosa per strada, l’occasione per mettere a fuoco degnamente alcune cose interessanti. Forse sarebbe il tempo di ricapitolare.

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