Zhang Huan: cenere alla cenere

La Project B continua a selezionare i nomi più significativi del panorama contemporaneo. Dalle next big thing a mostri sacri come l’artista cinese, di ritorno a Milano dopo la personale al PAC. Con un pugno di opere “ultime”, fino al 22 luglio.

Zhang Huan - The World is Ours as Well - 2011

Zhang Huan (Anyang, 1965; vive a Shanghai e New York) è un artista affermatosi con performance estreme e un monaco laico buddista. La stessa tensione fra la dottrina dell’impermanenza e le forme recenti attraverso cui l’arte ha recuperato la fisicità in un mondo in via di virtualizzazione informa le opere più recenti dell’artista, ash painting realizzati utilizzando la cenere raccolta dai turiboli dei templi. A un primo livello, per la provenienza del materiale. Più approfonditamente, la scelta eterogenea dei soggetti (Mao da giovane e anziano; una tigre; parate a piazza Tienanmen; l’Ultima cena leonardesca riprodotta specularmente) è sottesa da una meditazione malinconica sul concetto di fine, sulla rottura degli equilibri naturali, sul carattere disumanizzante dei simboli del regime comunista. Zhang Huan traduce l’accelerazione impressa dall’umana stoltezza in “cartoline dalla fine del mondo”. Se non è un requiem, è l’ultima cena dell’umanità prima della catastrofe.

Alessandro Ronchi

Milano // fino al 22 luglio 2011
Zhang Huan – Ash Banquet
www.projectb.eu

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Alessandro Ronchi
Alessandro Ronchi (Monza, 1982) è critico d’arte e giornalista culturale. Si interessa specialmente di arte dalle origini alla contemporaneità, iconografia, cinema, letteratura, musica e pop culture. Ha diretto il mensile Leitmotiv e collabora con testate giornalistiche, website e gallerie. Tiene corsi di cinema e cultura visiva presso istituti scolastici. Fa parte dello staff redazionale di Artribune dalla fondazione nel 2011.