Viaggio Veneziano all’interno della Fiat

La vita, le case e le fabbriche di una classe che non c’è più. Disegni che si fanno oggetto per raccontare in modo analitico uno spaccato della storia della città operaia per eccellenza, Torino. È la visione di Cosimo Veneziano per il nuovo spazio WE. Quando il passato non passa… fino al 15 giugno.

Cosimo Veneziano - Estensione del dominio della lotta – 2011

Eco dell’inchiesta di Gad Lerner, il lavoro di Cosimo Veneziano (Moncalieri, Torino, 1983) è la storia per immagini della sconfitta operaia, disillusione che pulsa ancora. Estensione del dominio della lotta, titolo della mostra, rimanda inoltre al romanzo di Houellebech, il cui protagonista vive analizzando con calcolo ogni momento della sua vita. Come il personaggio distopico di Houellebech, Veneziano procede con freddezza chirurgica, per restituire nei disegni – attraverso un processo di sintesi e decostruzione a partire da fotografie d’epoca – una lucida partecipazione al disfacimento dell’identità operaia. Raccolti per temi e soggetti, i disegni sono realizzati su capsule di Petri, qui disposte a cerchio in una sorta di camera ottica, a scandire il tempo della narrazione. Ma il racconto di Veneziano non è una storia che si ripete, bensì l’analisi di un passato che non passa.

Claudio Cravero

Torino // fino al 17 giugno 2011
Cosimo Veneziano – Estensione del dominio della lotta
www.weprojectwhat.it

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Claudio Cravero
Claudio Cravero (1977, Torino). Curatore indipendente, la sua ricerca è rivolta a tematiche inerenti i concetti di alterità, confine e memoria. Svolge attività curatoriale presso il PAV-Centro Sperimentale d’Arte Contemporanea di Torino (www.parcoartevivente.it). Nell’ambito dell’Art program diretto da Piero Gilardi, la sua ricerca indaga le problematiche artistiche proprie dell’arte del vivente e dell’evoluzione dell’arte ambientale. Ha condotto ricerche per il dipartimento di Visual Arts dell’Istituto di Cultura Italiana di New York, USA (2004), il Castello di Rivoli-Museo d’Arte Contemporanea (istituzione con la quale ha collaborato fino al 2006 nelle Relazione esterne), e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino nell’ambito del progetto di mediazione culturale coordinato da Emanuela De Cecco (2002/03). Oltre ad aver seguito l’attività redazionale per il progetto “Arte Pubblica e Monumenti” di OfficinaCittàTorino, 2007/08, è collaboratore di Artribune.