Prove di dialogo, sul terreno dell’arte

Tre spazi romani si prendono onere e onori di un dialogo fra Oriente e Occidente. Con una tesi messa alla prova da quattro decine di artisti. Sino al 7 giugno, fra Museo Nazionale d’Arte Orientale, Sala1 e Bibliothè.

L'artista come Rishi

S’è iniziato giovedì scorso al Museo Nazionale d’Arte Orientale e da Sala1, mentre domani inaugura la sezione allestita da Bibliothè. Trilocata dunque la mostra L’artista come Rishi, il cui obiettivo è sondare e “provare” le confluenze fra pensiero d’Oriente e Occidente.

A sostegno della tesi, il riferimento vedico e sapienziale del titolo, e un folto gruppo di artisti – una quarantina – che va dagli immancabili Boetti e Ontani (che dialogano con la collezione del Mnao) ai più giovani impegnati alla Sala1, a cui si aggiunge il lavoro site specific di Andrea Aquilanti alla Scala Santa. Nel terzo spazio, Bibliothè, il dialogo si sposta sul terreno dei simboli, a partire dal mandala, in versione “canonica” nell’opera di Livia Liverani & Nyima Dhondup, assai più occidentale in quella di Simona Morgantini

fino al 7 giugno 2011
L’artista come Rishi
a cura di Lori Adragna e Mary Angela Schroth
Catalogo De Luca Editori d’Arte

www.museorientale.beniculturali.it
www.salauno.com

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