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Ultimi giorni per una mostra da vedere. Da Fabio Paris a Brescia, un novello e già celebre nome della galassia “new media artists”. Jon Rafman e un “David” polemico.

Jon Rafman - Brand New Paint Job - veduta della mostra presso la Fabio Paris Art Gallery, Brescia 2011

Jon Rafman (Montréal, 1981) è diventato improvvisamente molto noto lo scorso anno grazie al progetto The Nine Eyes of Google Street View, acuta riflessione sullo status della fotografia – e della stesso concetto di visione – nell’era di Internet. Alla sua prima personale italiana presenta Brand New Paint Job, una ricerca in progress che si muove senza imbarazzi tra il materiale e l’immateriale, la cultura alta e quella bassa, il presente e il passato, la manualità e la tecnologia.

La storia della pittura incontra il 3D in una serie di stampe digitali e un ambiente virtuale navigabile realizzato a quattro mani con il collega Tabor Robak. Ma c’è anche una provocazione “site-specific”: il David di Michelangelo ricoperto da una texture matissiana è un riferimento esplicito alla mostra blockbuster in corso al vicino Museo di Santa Giulia.

Valentina Tanni

Brescia // fino al 10 giugno 2011
Jon Rafman – Brand New Paint Job
a cura di Domenico Quaranta

www.fabioparisartgallery.com

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.
  • hm

    carina, se non fosse per l’insopportabile citazionismo .

  • m.b.

    gioco chi.
    senza ritorno?
    e se lo fosse davvero?

    • hm

      quella originale anni 80 non si trova accontentati di questa : http://www.youtube.com/watch?v=Aruz-MjUynk

      • ip

        wow..
        è ufficiale, sei più pazzo di me

        • ip

          mi piace e non so chi siano..
          sono totalmente ignorante mi sa .. linkami altri pezzi dai

          • m.b.

            cosa scrissi?
            due pianeti? forse sono due galassie…
            però ho sorriso .. e per un attimo ho dimenticato ..

      • ip

        capito!

  • Non voglio togliere nulla al mio collega Jon Rafman,anzi mi fa piacere che riesca ad esporre anche in Italia.Una dimostrazione in più come un certo tipo di arte sta trovando il giusto merito.Se volete vedere uno bravo in queste cose,nella famigerata arte digitale,cercate su Google Francesco Mai (che sarei io).Oppure guardate qui
    http://www.zbrushcentral.com/showthread.php?t=130089 alcune mie immagini sperimentali nuove non ancora esposte..Spero che la mia ricerca artista espressa per mezzo dello strumento digitale possa suscitarvi qualche interesse..Per me l’arte è anche tecnica e innovazione,non solo citazionismo e provocazione.Che gli artisti tirino fuori le palle e dimostrino di essere capaci di fare qualcosa oltre a secchiate di vernice…

    • hm

      belle, ricordano un po’ hr giger, anche se le tue sculture sono più inorganiche .

      • @hm
        Grazie per il commento e per il tempo dedicatomi :) Molto gentile.