In Sardegna, alla scoperta di un artista che ha (letteralmente) lasciato il segno

I disegni di Costantino Nivola sono in mostra fino al 3 settembre a Sassari, al Palazzo della Frumentaria. Parte di una complessa e notevole opera di un amico di Le Corbusier. Mentre nella città sarda ancora si attende un museo degno di tal nome.

Costantino Nivola - Guardiano - 1957

A Sassari si riscopre un grande artista, di quelli che non se ne vedono più in giro, capace di coniugare scultura, architettura, grafica, arti applicate, come piaceva all’amico Le Corbusier. Costantino Nivola (Orani, Nuoro, 1911 – New York, 1988) torna nella sua isola con un’inedita selezione di disegni. La mostra è un invito a dipanare il filo della sua produzione grafica, dal 1941 al 1980: dal segno fumettistico dei due autoritratti da anarchico e antifascista nell’America degli anni ’40, che si fa rapido e documentaristico nei reportage sull’Italia del secondo dopoguerra, costruttivo e volumetrico negli studi di sculture, nei bozzetti di graffiti murali, negli arazzi, i suoi muri di lana. Per conoscere un Nivola meno noto, a due dimensioni. Unico, appunto: sarebbe stato bello poter vedere questa mostra nel museo che Sassari, capitale intellettuale di Sardegna, aspetta ormai da un po’.

Marta Pettinau

Sassari // fino al 3 settembre 2011
Costantino Nivola – Seguo la traccia nera e sottile
a cura di Giuliana Altea
www.comune.sassari.it

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Marta Pettinau
Marta Pettinau nasce ad Alghero nel 1984, dove al momento vive e lavora. Ma con la valigia in mano. Laureata a Sassari in Scienze dei Beni Culturali, ha conseguito nel 2011 la laurea specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive presso lo IUAV di Venezia, con una tesi dal titolo “La Biennale Internazionale di Istanbul. Storia, luoghi, esiti di una biennale post-periferica”. Co-curatrice del progetto RI-CREAZIONE per 1:1projects, a Roma, nel 2009; nello stesso ha curato la collettiva Verso Itaca presso Metricubi, a Venezia. Ha collaborato con l’ufficio stampa del Festival dell’Arte Contemporanea di Faenza. Ora è curatrice indipendente e giornalista freelance.
  • andrea

    questa recensione non dice nulla.
    peccato.

    • marta pettinau

      gentile ‘Andrea’ a me non dice nulla il tuo commento: sterile e per niente costruttivo.
      peccato.

  • marco

    Concordo con Andrea, una recensione inutile.
    Un appunto: Sassari, capitale intellettuale di Sardegna? ma da quando?
    Ps.: il museo c’è già, anzi ce ne sono due: quello del Novecento e contemporaneo al Carmelo solo chè è chiuso! e il Museo d’Arte Contemporanea Masedu sempre chiuso! Unici “funzionanti” il Museo Archeologico Sanna e il Museo Pinatocoteca Canopoleno…

    • marta pettinau

      per quanto riguarda il museo (di arte moderna e contemporanea) che Sassari aspetta ormai da un po’ ti sei risposto da solo.
      Sassari “capitale intellettuale di Sardegna” è un’aggiunta della redazione ma, ad ogni modo, credo che Sassari possa essere giustamente annoverata tra le principali città isolane che animano la vita culturale sarda.

  • juliette piras

    Se posso intromettermi, prima di tutto ci si firma sempre nome e cognome, a maggior ragione quando si vuole fare una critica (per la tipologia di questo giornale sarebbe ideale se le critiche fossero costruttive per far sì che cresca). Questa, a mio parere, è più una recegallery che una recensione, il cui scopo è fornire una panoramica generale della mostra. Non ci sono solo musei per “misurare” la “culturalità” (permettete i termini) di un luogo.
    A criticare son bravi tutti, a fare e a dare una mano per migliorare, solo pochi, ma buoni.
    Saluti

    • marta pettinau

      grazie per l’appoggio. Comunque sì, è una recegallery, un flash rapido sulla mostra, non una recensione.

  • Capitale Intellettuale è un aggiunta che fa sorridere ovunque la si usi solo come ausilio decorativo ma sicuramente non è tale da suscitare polemica.
    Non fa sicuramente sorridere il destino dello spazio Arte contemporanea del Masedu , nato sotto i migliori auspici e poi via via adibito a manifestazioni di varia natura che poco avevano a che fare con le esperienze del contemporaneo. Altre realta’ , mi viene in mente l’Ex Questura di Sassari, si sono rivelate ,certo come esperienza singolarmente non Elitaria, ma dal basso , decisamente piu’ ricche di contenuti ,non solo meramente artistici ma sopra ogni cosa anche umani come esempio di comunita’ rivolta non solo alla citta’ di Sassari ma al mondo.
    Alle volte cose che possono sembrare piccole arrichiscono molto piu’ rispetto a forme di carattere squisitamente Istituzionale.

  • andrea

    cara marta, non te la prendere.
    il tuo articolo ha il sapore di un trafiletto su ‘la nuova sardegna’ (sezione hinterland): è sciatto e non riesce a incuriosire sulla mostra, che invece sulla carta sembra essere interessante.
    mi concedi il diritto di dirtelo?
    hai scritto un articolo esponendoti pubblicamente, e il pubblico giudica.
    la prossima volta farai sicuramente di meglio, non ho dubbi.
    saluti,
    a.

    • marta pettinau

      a me, invece, sembra di averti incuriosito. Grazie per aver scritto un commento meno insignificante del primo.
      saluti

      • andrea

        contenta tu..
        di nuovo,
        a.

  • Signorina Pettinau la sua è stata una risposta non solo cortese ma intelligente.
    Essere esposti a delle critiche riguarda non solo chi scrive una recensione o un flash di recensione ma anche noi che delle recesioni commentiamo.

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  • federica olivi

    Marta Pettinau, l’invidia è una brutta bestia!
    Continua così.. Io ti stimo!

    Un abbraccio da Venezia

    Federica Babo :-)