Ecco cosa deve fare il Museo del Novecento

Occuparsi del secolo scorso, e parlare di Milano, della sua storia, del suo ruolo nell’epopea dell’arte nazionale e internazionale. Ecco la mission del Museo del 900. Ed ecco come si realizza in questi mesi: occupandosi della (storia della) arte pubblica in Italia, e dedicando un focus a un artista milanesissimo come Aldo Carpi. In mostra con famiglia al seguito, fino al 4 settembre.

Aldo Carpi - Famiglia Artista

Con la piccola mostra monografica dedicata ad Aldo Carpi (Milano, 1886-1973), il Museo del 900 offre un nuovo contributo, coerente con la propria missione, utilizzando un modo che sembra definirne il metodo di programmazione: ricordare alla città la propria storia e la storia della cultura artistica sulla quale le attività di oggi possono radicarsi. In questo senso, la mostra dedicata a Carpi è complementare alla rassegna Fuori!, che ricorda un altro aspetto della storia dell’arte recente. Lo fa con uno stile non spettacolare e con un piglio documentaristico, due atteggiamenti oggi necessari.
Visitandola, quindi, rispondiamo a una domanda precisa: come può un’istituzione museale contribuire alla cultura della città, lavorando sulla sua storia? La risposta sembra essere: attraverso esempi concreti, ed ecco la sala dedicata ad Aldo Carpi.

Aldo Carpi - Fiorenzo con il violino

Carpi non è un autore oggi ricordato, ma è stato, nella Milano della prima metà del secolo, un attore importante, docente e formatore di artisti, attivo nelle commissioni di scelta e di selezione dell’arte cittadina. È stato anche un pittore molto attivo sulla scena nazionale e, purtroppo, una delle tante vittime del fascismo e del nazismo che oggi si tende a dimenticare.
È stato inoltre artefice, insieme a Maria Arpesani, di una famiglia che ha dato alla città altre risorse attive nella produzione artistica e culturale, e in particolare Pinin, che si è misurato con l’arte visiva ma anche con la scrittura, contribuendo alla letteratura per l’infanzia in modo significativo; Fiorenzo, compositore importante e fondatore, insieme a Giorgio Strehler e Paolo Grassi, del Piccolo Teatro di Milano; Cioni, pittore e film maker.

Aldo Carpi - Sogno

Ecco dunque che il Museo del 900 propone, per presentare Carpi e il suo ruolo nella storia culturale di Milano, una produzione dedicata alla famiglia, a partire dal quadro La mia famiglia presentato alla Biennale di Venezia nel 1930 e acquistato dal Comune di Milano nel 1933.
Si tratta, da parte dei curatori Antonello Negri e Marta Sironi, soprattutto dell’offerta di uno spunto, di un suggerimento per una ricostruzione e una presentazione future più articolate, che raccontino il lavoro di un operatore così importante sul piano artistico, su quello intellettuale, su quello politico.
Per il momento, desiderando conoscere meglio le modalità di costruzione del suo lavoro, possiamo godere la grazia lirica e onirica del suo modo di raffigurare la famiglia e la libertà di azione che contraddistingue i diversi modi di raffigurazione. Un modo di agire che pose Aldo Carpi sempre in una posizione di distinzione rispetto alle correnti pittoriche che attraversavano la storia della città e che speriamo sia un modello allegorico anche per la programmazione del Museo del 900.

Vito Calabretta

La mostra Fuori! al Museo del Novecento

dal 14 aprile al 4 settembre 2011
Aldo Carpi – Il sogno, un’aria di famiglia
a cura di Antonello Negri e Marta Sironi
Museo del Novecento
Via Marconi 1 – 20123 Milano
Orario: lunedì 14.30-19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30; giovedì e sabato 9.30-22.30

Ingresso: intero € 5; ridotto € 3

Info: tel. +39 020202;
www.museodelnovecento.org

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Vito Calabretta
Sono nato in un paese di ottocento abitanti in provincia di Catanzaro, cresciuto a Ventimiglia e ho avuto una prima formazione scolastica a Mentone, in Costa Azzurra, dove ho frequentato anche il Conservatorio Municipale. Mi sono trasferito a Milano per iscrivermi a un corso universitario di Discipline Economiche e Sociali, mi ci sono laureato, ho vinto dopo anni di tentativi un dottorato di ricerca in storia della società europea. Mi è stato impedito di discutere la tesi di dottorato con l'accusa di non voler «fare lo storico, ma il Carlo Ginzburg, il Derridà, 'naltro po' il Rolanbàrt». Ne ho preso atto; nel frattempo avevo iniziato a frequentare i Seminari in Antropologia dei Poteri della École Française di Roma, avevo iniziato a collaborare con Il Manifesto e con L'Unità, a scrivere in versi e a lavorare sull'arte. Già da allora, in ogni caso, avevo iniziato a occuparmi delle stesse attività: affrontare realtà, cercare di capire qualcosa, raccontarlo. Spero di riuscire a continuare ancora.
  • Paola

    Bravo comune di Milano,
    Speriamo che l iniziativa preveda tanti altri artisti di Milano (rappresentativi) e non cominci a cercare tra artisti Esteri nel settore “marketing” !
    Paola

  • alessandra poltronieri

    vorrei segnalare la vetrata di Aldo Carpi nella chiesa dell’ospedale Niguarda
    “La cacciata dal paradiso terrestre ” del 1939