We fuckin’ care

Torna da Pack a Milano, fino a fine maggio, l’irriverente Andrei Molodkin. Che manda tutti a quel paese, inalberando – finalmente – un “pensiero forte”. Se poi di mezzo ci va Obama, amen.

Andrei Molodkin - Sincere - courtesy Galleria Pack, Milano - photo Emila Sirakova

Andrei Molodkin (San Pietroburgo, 1966; vive a Parigi e Mosca) torna, dopo due anni e il Padiglione russo alla Biennale di Venezia, con una nuova serie di lavori, opere a biro su carta e un’installazione, in una mostra dall’ordinamento volutamente minimal. Al “crollo delle ideologie” è sopravvissuta l’unica dottrina autenticamente eversiva, il pensiero forte del capitale, falso ideologico che nell’Occidente liberale simula la democrazia e nell’ex Cortina di ferro l’annienta, mentre le catastrofi naturali agiscono come nemesi storica del peccato mortale – Sin-cere – con cui l’uomo arrogantemente si rapporta alla natura.

Assalto al cielo, sotto il quale son tutti uguali: allo slogan obamiano Yes We Can, immortalato dalla biro di Molodkin, fa da controcanto l’apoftegma Fuck You, installazione realizzata con pompa idraulica e petrolio, circolo della rappresentazione dell’ottundimento globalizzato che si conclude con un laicissimo Amen.

Emanuele Beluffi

Milano // fino al 28 maggio 2011
Andrei Molodkin – Sincere
www.galleriapack.com

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Emanuele Beluffi
Emanuele Beluffi vive e lavora a Milano. Si forma in Filosofia del Linguaggio e in Filosofia della Mente, cura numerose mostre, segue il lavoro di diversi artisti, fonda con Mihailo Karanovic la pubblicazione cartacea Kritika (www.kritikaonline.net) e la dirige con Stefano Mazzoni.