Sbatti il mostro in mostra

Dagli off-camera al XII secolo, dalle bruciature agli animali fantastici. I bianchi e neri bestiali di Nino Migliori, tra Medioevo e stampa digitale. Per dare inizio a una rassegna parmense, fino al 25 aprile, allo Urban Center.

Nino Migliori - Figura femminile #9 - da Terra incognita. Lo zooforo immaginato - 2006

Nino Migliori (Bologna, 1926) racconta di com’è riuscito a realizzare i neri profondi da cui esce il bestiario di Antelami nel Battistero di Parma: un “trabiccolo” di alluminio e teli scuri per creare il buio e un grosso cero per dare la luce, per formare l’immagine (Caravaggio docet). Ha ritratto sculture che hanno quasi mille anni, sottolineando l’espressività ferina dei leoni, la grazia delle sirene, i ghigni dell’idra. Ha usato le antiche pietre per riflettere sul lavoro del fotografo, sulla ricerca d’innovazione e sull’idea della fotografia: non rappresentazione della realtà ma interpretazione personale dell’artista. “Fotografia tu sei l’ombra / del sole / tutta la sua bellezza”, scriveva Apollinaire. Un verso che ha accompagnato Migliori durante la realizzazione del progetto, quasi un viaggio in una realtà fantastica, nel sogno di una continua metamorfosi resa possibile dal movimento della fiamma.

Marta Santacatterina

Parma // fino al 25 aprile 2011
Nino Migliori – Lo zooforo immaginato
a cura di Chiara Visentin

www.parmaurbancenter.it

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Marta Santacatterina
Marta Santacatterina è giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte, titolo conseguito presso l'Università degli Studi di Parma. È editor freelance per conto di varie case editrici e, dal 2015, ricopre il ruolo di direttore sia di Fermoeditore sia della rivista online della stessa casa editrice, "fermomag", sulla quale cura in particolare le rubriche dedicate all'arte e alle mostre. Collabora con "Artribune" fin dalla nascita della rivista, nel 2011.