Lulaj. Cronologia noir

Due dita nere come il petrolio sfidano l’azzurro del cielo. Luci e ombre al neon decantano inquietudini. Mentre una stella brucia nell’assolutezza oscura di una notte. Il pessimismo di Armando Lulaj da Artra a Milano, fino a metà maggio.

Veduta della mostra

Nessuna pietà: perché i tempi sono crudeli e le guerre non cessano. Perché le democrazie si conquistano ma mantenerle è questione ardita. La personale di Armando Lulaj (Tirana, 1980; vive a Bologna e Tirana) è un pugno nello stomaco per forza e vigore dei temi messi in scena. Contro ogni forma d’arte che intrattiene, leggera e autoreferenziale. Qui non si scherza e non si gioca: si veda The other one o il lightbox Living memory, in cui viene messa al rogo una stella. Tutto è da decifrare, perché ogni apparenza ha il suo doppio. Dietro alle cose c’è un inganno “senza pietà”, come il trittico degli operai con le pallottole in bocca (Act). Come le ipotesi di pensieri al neon: When you come here What you see here What you hear here When you Leave in here. Lulaj scrive una partitura del dolore. Una cronologia del nero, del ventre molle dell’esistenza.

Caterina Misuraca

Milano // fino al 14 maggio 2011
Armando Lulaj – Nessuna pietà
www.artragallery.com

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Caterina Misuraca
Caterina Misuraca nata a Lamezia Terme nel 1976. Vive e lavora a Milano. Laurea all’Università di Bologna in Discipline delle Arti della Musica e dello Spettacolo. Giornalista di cronaca, politica, costume e società. Curatrice mostre d’arte sociale (tra queste: OggettInstabili - Moti Urbani StazionImpossibili). Contitolare Agenzia di Comunicazione Misuraca&Sammarro. Organizza eventi di critical fashion ed ecodesign (tra questi: Natura Donna Impresa Verso Expò 2015 - IOricicloTUricicli). Dal 2008 collaboratrice di Exibart, da marzo 2011 passa ad Artribune.
  • sviluppa bene la tradizione anni 90 di altri artisti albanesi (paci-xhafa). Proprio un loro figlio. Anche se io vieterei ulteriori citazioni rispetto l’insegna nazista “il lavoro rende liberi”…non se ne può più. E anche usare il neon per frasi smart inizia a creare qualche problema.

    L’interrogativo è se l’arte debba continuare o meno a rappresentare (anche bene) certe dinamiche, diventandone in parte complice (se non ci fosse il problema non ci sarebbero queste opere). In realtà questa mostra ha “pietà” (avere pietà significa accettare una situazione), accetta i problemi e li rappresenta.

    • giacinto di pietrantonio

      luca rossi, sei un coglione. creci bambino, e vai a vivere lontano da mamma e papa. non attacare armando lulaj, il quale te lha messo nel culo, perche non riesci a decifrarlo. lascia stare poi cazzate del tipo *figlio di ecc( sei un idiota che non sa leggere.

    • antonello romaldi

      LULAJ non sara mai semplice come artista. andate a vedere le altre cose di lui. andate a vedere bene cosa scrive. il comento di luca rossi diventa senza pieta..

      • JOSH

        LA MOSTRA DEL GIOVANISSIMO ARTISTA ARMANDO LULAJ SARA RICORDATA A MILANO E ALL ESTERO.

    • si Luca, è un interrogativo direi centrale.
      Non partiro’ dall’ “”””ARTE”””” ma dagli uomini che la rendono possibile per dirti che cio’ avverra’ solo e solo se, smettera’ non solo di essere FINZIONE o (RAPPRESENTAZIONE) ma,……. per proseguire , quello che inizio’ ad essere (dopo la fine del 1 conflitto mondiale) sopratutto ANTI-FINZIONE.

      direi che una via obbligata sia quella di fuori-uscire da questa miserabile struttura linguistica fatta di “creatori” e “consumatori” con tutti gli annessi di percorso, a diversi di noi, NOTI.

      Ciao Luca, buona giornata.

      • luca rossi

        Sono d’accordo. A mio parere bisogna porre una serie riflessione rispetto certi codici e certi rituali. E vista la bassa posta in gioco e la disfunzionalità del sistema italia, l’italia sembra il luogo migliore (perchè destrutturato) per porre questa riflessione. Nessuna critica ha molto senso senza cercare una via alternativa.

  • roberto

    Luca Rossi ha ragione, come succede spesso. E non mi sembra che abbia attaccato l’artista quanto argomentato una sua opinione….evidentemente non si può; forse non siamo in albania ma in bulgaria!

  • @ giacinto di pietrantonio Non so se Luca Rossi abbia ragione o meno (onestamente, in questo caso, sarei piu’ per la prima che per la seconda) ma certamente ha espresso una sua civilissima e motivata critica. Con la tua “sparata” pensi veramente di aver contrapposto ad essa un qualche cosa di altrettanto motivato (lasciam perdere il civile)? Se sei in disaccordo con luca rossi perche’ non c’illumini sulle ragioni e sui motivi critici che, invece, ti fanno apprezzare il lavoro di Lulaj? Non pensi che un forum come questo dovrebbe vivere di questo tipo di interventi anziche’ su post pieni di insulti che, pero’, allo “stringi” non dicono proprio nullla?

  • a. p.

    non posso credere che giacinto di pietrantonio si sia lasciato andare a una sequela di siffatte volgarità (con errori di ortografia)

  • La Redazione

    Ovviamente si tratta di un Giacinto fake. Molto fake.

    • Cristiana Curti

      Non è forse questo un problema (l’identità falsa che non viene smentita se non dalla redazione quando lo ritiene necessario, ovvero a proprio arbitrio) che già da sola potrebbe risolvere la questione proposta altrove sull’anonimato? Se non ci fosse stata quest’ultima precisazone, per quanto si sarebbe proseguito a inanellare risposte all’inverosimile “di pietrantonio” che ruba vigliaccamente identità altrui e insulta con termini intollerabili?

  • b.reale

    E’ necessario che la redazione filtri i commenti per evitare questi spiacevoli incidenti,
    in questo caso è evidente la finzione, ma qualsiasi persona ha il diritto di veder tutelata la propria immagine.

    • Cristiana Curti

      E’ evidente che sia come dice Lei, gentile Redattore, ma il punto non è quello da Lei sollevato (è chiaro che chiunque ha il diritto di veder tutelata la propria immagine, anche perché le spese le farebbe l’incolpevole testata). Io ancora discutevo sull’opportunità di una seria registrazione di coloro che desiderano prendere parte alle discussioni. I quali, registrati, potranno mantenere il nome fittizio che ritengono opportuno, se davvero ci tengono tanto, come se un nome e cognome esplicitati possano rappresentare qualcosa. Non nego fra l’altro che, benché contraria a qualsiasi tipo di censura, leggere offese pesanti e alla persona (termini volgari che non tolgono né aggiungono alcunché al discorso) offende anche me. E non mi pare che qui vi sia stato alcun filtro, in realtà. C’è stata piuttosto una (opportuna) puntualizzazione.

  • b.reale

    Concordo con te Cristiana, ma non penso che la registrazione possa risolvere il problema, mentre la censura è talvolta necessaria.
    Scusa se non rispondo più per ora ma tra dieci minuti devo fare una lezione.
    Buon pomeriggio

    • Cristiana Curti

      Ringrazio per la risposta manlgrado l’impegno. Un saluto

  • Tristian Henry

    Bisogna mandare questo giovane, questo Lulaj, a DOKUMENTA DI KASSEL!
    Avete idea chi hanno scelto? Andate ad indagare!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • riccardo comitini

    Io conosco personalmente Armando Lulaj. Lui fu radiato dall Accademia di Belle Arti di Firenze nel 2001, proprio perché era diverso dagli altri. Gli professori lo odiavano, perché lui presentava alti sistemi di fare arte. Fu radiato, quando presento la sua performance, Walking Free in Harmony, che tra l’altro fu il suo esame. Armando fini sopra la cupola adiacente di vetro che copre il David di Michelangelo. Fu un esempio a Firenze e tutt’oggi resta un mito dentro l’accademia, non solo a Firenze, ma anche oltre.
    Un saluto a tutti.

    PS. bisogna fare critiche molto piu’ concrete e più dure.

    • la mamma

      Armando impara l’italiano prima di fare queste schifezze, e smettila di firmarti Di Pietrantonio

      • il figlio

        MAMMA MAMMA MAMMA…. I WANT TO FUCK YOU ALL THE NIGHT BABY. JIM MORRISON

    • riccardo comitini

      non ho mai scritto questo testo su armando