La permanente alla materia

A Roma, la galleria di Furini propone “Crimping”, personale dell’inglese Gabriel Hartley. Fra pittura e scultura, andata a ritorno fra due e tre dimensioni. Arricciando colori e materiali in mostra fino al 23 aprile.

Gabriel Hartley - Crimping - veduta della mostra presso Furini Arte contemporanea, Roma 2011

La mostra dell’inglese Gabriel Hartley (Londra, 1981) offre uno scorcio, un squarcio a strapiombo fra temporalità e contemporaneità. Le opere selezionate dialogano creando una fitta rete di richiami, e mettono alla prova le categorie di pittura e scultura. Le tele infrangono la luce in un diorama di ombre, le sculture non sono che alibi nella terza dimensione. Hartley sfrutta le proprietà di un denso impasto cromo-materico per granire la tela, increspare le superfici; in un processo di orogenesi, l’artista inglese plasma un gamma di paesaggi immaginari. In questo senso, Crimping è arricciare, accartocciare: le sculture diventano struttura infinitesimale della superficie pittorica e la stessa pittura, esplosa nello spazio, torna a essere il dato primario della scultura.

Luca Labanca

Roma // fino al 23 aprile 2011
Gabriel Hartley – Crimping
a cura di Rita Selvaggio
www.furiniartecontemporanea.it

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Luca Labanca
Luca Labanca si muove nel 2006 da Varese a Bologna per iniziare il percorso di studi del DAMS, curriculum Arte. Negli anni di residenza bolognese collabora stabilmente col bimestrale d’arte e cultura ART Journal, contemporaneamente idea e sviluppa progetti ed eventi di contaminazione culturale tra il Lago Maggiore e Lugano assieme allo scrittore e musicista Tibe. Nel 2010 ottiene la laurea con la tesi Fiat Lux sviluppata al fianco della docente in Semiotica dell’Arte, Prof.ssa Lucia Corrain. Nell’ottobre dello stesso anno si trasferisce a Roma per intraprendere il percorso magistrale in Studi storico artistici dell’Università la Sapienza, fin dai suoi esordi partecipa al progetto editoriale Artribune.