Il rosso, il nero e il grigio di Julius

Immagini, pietre, polveri, piante e naturalmente loudspeaker. È “Gray Music #1”, l’insieme di paesaggi visivi e sonori di Rolf Julius che continuano a vibrare anche dopo la sua morte. A distanza di dieci anni, la quarta personale a Torino. Da e/static, fino al 16 luglio.

Rolf Julius - still life - 2010 - courtesy e/static e gli eredi dell'artista

Se per Rolf Julius (Wilhelmshaven, 1939-2011) il nero rappresentava la stasi e la morte, e il rosso l’energia e la vitalità, il grigio è il colore della musica. Poiché è fatta di rumori che rimangono dopo che la composizione è stata rimossa; perché il grigio include tutte le sfumature, le immagini e le sonorità. L’intima retrospettiva raccoglie le prime esperienze del tedesco, come le serie di disegni realizzate al PS1 di New York nel 1983 o Music for two yes del 1982 (forse il suo lavoro più noto), e la nuova Room of Stillness. Si tratta di una stanza del silenzio, privata e commovente, che solo la sensibilità e la conoscenza approfondita del gallerista hanno potuto ricostruire. Immagini della Finlandia e del Giappone sono proiettate su fogli appesi e apparentemente mosse dal respiro della stanza stessa. Ma è la poesia interiore dell’artista a far vibrare, visivamente e musicalmente, le pietre, la terra, le piante e la polvere. È la freschezza del non-finito.

Claudio Cravero

Torino // fino al 16 luglio 2011
Rolf Julius –
Gray Music #1
a cura di Carlo Fossati

www.estatic.it

CONDIVIDI
Claudio Cravero
Claudio Cravero (1977, Torino). Curatore indipendente, la sua ricerca è rivolta a tematiche inerenti i concetti di alterità, confine e memoria. Svolge attività curatoriale presso il PAV-Centro Sperimentale d’Arte Contemporanea di Torino (www.parcoartevivente.it). Nell’ambito dell’Art program diretto da Piero Gilardi, la sua ricerca indaga le problematiche artistiche proprie dell’arte del vivente e dell’evoluzione dell’arte ambientale. Ha condotto ricerche per il dipartimento di Visual Arts dell’Istituto di Cultura Italiana di New York, USA (2004), il Castello di Rivoli-Museo d’Arte Contemporanea (istituzione con la quale ha collaborato fino al 2006 nelle Relazione esterne), e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino nell’ambito del progetto di mediazione culturale coordinato da Emanuela De Cecco (2002/03). Oltre ad aver seguito l’attività redazionale per il progetto “Arte Pubblica e Monumenti” di OfficinaCittàTorino, 2007/08, è collaboratore di Artribune.