Il primitivo fascino della materia

Scultura lingua: un gioco di parole che ammicca al grande Arturo Martini e che propone un’idea di scultura fisica e materica. Da Marsèlleria, a Milano, fino al 29 aprile lo scultore è demiurgo, artigiano che si sporca le mani, che con le mani tocca e crea.

Samuele Menin – Custà due / Custà tre - 2011

Il termine ‘artista’ comparve per la prima volta nella Commedia dantesca e, da Giotto in avanti, quelli che erano considerati meri artigiani, operanti con le mani e non con l’intelletto, si avviarono lungo un tortuoso cammino di emancipazione, per innalzare il proprio esercizio ad arte liberale. Oggi si scopre una necessità diametralmente opposta. C’è chi avverte l’esigenza di rivendicare anche la propria identità di artigiano. Un valore aggiunto, il rapporto personale e carnale con la materia, espresso da Simone Berti, Sergio Breviario, Samuele Menin e Alessandro Roma. L’istinto nella modellazione della creta, il richiamo ancestrale della terra, il ruolo fisico degli oggetti, la sperimentazione materica (velluto, polvere di marmo, legno, resina, alluminio): un percorso tra le diverse esperienze di quattro scultori che mettono in mostra un’arte di tatto e sudore.

Valentina Mariani

Milano // fino al 29 aprile 2011
Scultura lingua
a cura di Barbara Meneghel
www.marselleria.com