Il potere d’evasione dell’arte

Alle ex carceri Le Nuove, fino al 15 maggio va in scena la terza edizione di Ars Captiva. La biennale per studenti dell’Accademia e dei Licei artistici del torinese. Tema di quest’anno? Il rapporto tra futuro e passato.

Uno dei lavori in mostra

Nel 1945 Mario Merz, all’epoca ventenne, venne arrestato per attività di propaganda antifascista e rinchiuso nelle carceri Le Nuove di Torino. Durante la sua prigionia iniziò a sperimentare la tecnica di disegno a tratto continuo. Oggi, 66 anni dopo, la struttura torna a essere un luogo di sperimentazione artistica. La terza edizione di Ars Captiva, infatti, ospita nelle celle dell’ex carcere, oggi trasformato in museo, una trentina di lavori realizzati dagli studenti dell’Accademia Albertina e di sette istituti superiori a indirizzo artistico di Torino, Biella, Caluso e Pinerolo. Le opere riflettono sull’intreccio tra passato e futuro e sono nate durante i workshop con gli artisti torinesi Botto & Bruno, Marzia Migliora e Alessandro Quaranta. Una mostra da vedere, non solo per scoprire qualche nuovo talento del futuro, ma anche per riflettere sul passato e sul potere d’evasione dell’arte.

Stefano Riba

Torino // fino al 15 maggio 2011
Ars Captiva
a cura di Andrea Cordero e Maria Teresa Roberto
www.arscaptiva.it