Emiliano e Luca. A casa di Arnaldo

Saracinesche trivellate. Insegne come simboli di spaesamento. Grigi assoluti come nebbia e inquietudine. Oggetti come moniti. Forme mostruose e rintocchi nefasti. Eppure è tutto familiare. Merito di Perino & Vele, in mostra sino a metà luglio alla milanese Fondazione Pomodoro.

Perino & Vele - Statura 190, capelli biondi, occhi azzurri, professione Ingegnere - 1998

I Luoghi comuni di Perino & Vele sono allestiti in quella Fondazione Pomodoro da sempre abituata a ospitare le imponenti opere del maestro e ora pronta a dar spazio alle non meno giganti misure dei 25 lavori del duo artistico, al secolo Emiliano Perino (New York, 1973) e Luca Vele (Rotondi, Avellino, 1975).
Se si fosse contenuto il numero delle opere esposte, la lettura della mostra sarebbe risultata più leggera. Ma è pur vero i luoghi comuni son tanti. Conferenza all’ora del caffè e inaugurazione all’ora dell’aperitivo. Presenti gli artisti, non amanti delle dichiarazioni in pubblico. Talmente simili da non poterli distinguere per look e aspetto.

Perino & Vele - Silvio Berlusconi vs Vladimir Putin - Carol Wojtyla vs George W. Bush - Osama Bin Laden vs Mahmud Ahmadinejad - Achille Bonito Oliva vs Mary Carey - Neil Young vs Deng Xiaoping - 2008

Il viaggio parte da un’installazione centrale immensa, liberamente ispirata al libro di Pino Corrias che appunto dà il titolo alla mostra. Da Pietrelcina ad Arcore passando per Ustica, Capaci e molto altro ancora, le direzioni sono molteplici e volutamente caotiche, perché se tutto è riconoscibile e “familiare”, un’ombra incombente è pervasiva. Perché poi, nella realtà, le stragi si ripetono e non si cessa mai di creare “luoghi comuni”.
Per questo, in certi casi, le cose diventano creature mostruose, quasi “infernali”, a ricordarci che siamo tutti colpevoli. Come la saracinesca che va su e giù senza sosta, scandendo un ritmo terribile.

Perino & Vele - Vendesi Monolocale Salotto Cucina Bagno con vista panoramica £ 4,5 Milioni - 1998

A tal proposito, è suggestivo l’eco dai piani superiori del grande open space, dove si svolge in contemporanea la mostra di Dalí e Rauschenberg dedicata all’Inferno di Dante. Se in uno il viaggio fu “ultraterreno” per svelare le umane nefandezze italiche, nell’altro il “tour terreno” ha con sé l’ambizione di sollevare le medesime critiche su usi e costumi. E stigmatizzare anche ferocemente la contemporaneità.
Si vedano la saracinesca trivellata di Chiosco, le stampelle di Mina, e ancora Vendesi Monolocale Salotto Cucina Bagno con vista panoramica £ 4,5 Milioni, Silvio Berlusconi vs Vladimir Putin – Carol Wojtyla vs George W. Bush – Osama Bin Laden vs Mahmud Ahmadinejad – Achille Bonito Oliva vs Mary Carey – Neil.

Perino & Vele - Public Invasion - 2009

Se la materia prediletta dal duo è la cartapesta (il “mezzo”), generata in primis dal macero di giornali, il “messaggio” è critico verso ciò che accade. Verso i tempi, i mass media. E non si fanno sconti. Ma c’è un tempo per le critiche sociali e uno per i momenti mondani. Così, come nelle grandi occasioni milanesi, molti giornalisti, telecamere, signorine trendy, numerosi giovani aspiranti artisti.

Caterina Misuraca

dal 6 aprile al 17 luglio 2011
Perino e Vele – Luoghi comuni
a cura di Lorenzo Respi
Fondazione Arnaldo Pomodoro
Via Andrea Solari, 35 – 20144 Milano
Orario: da mercoledì a domenica ore 11-19; giovedì ore 11-22
Ingresso
: intero € 9; ridotto € 6
Catalogo Fondazione Arnaldo Pomodoro
Info: tel.
+39 0289075394; [email protected]; www.fondazionearnaldopomodoro.it

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Caterina Misuraca
Caterina Misuraca nata a Lamezia Terme nel 1976. Vive e lavora a Milano. Laurea all’Università di Bologna in Discipline delle Arti della Musica e dello Spettacolo. Giornalista di cronaca, politica, costume e società. Curatrice mostre d’arte sociale (tra queste: OggettInstabili - Moti Urbani StazionImpossibili). Contitolare Agenzia di Comunicazione Misuraca&Sammarro. Organizza eventi di critical fashion ed ecodesign (tra questi: Natura Donna Impresa Verso Expò 2015 - IOricicloTUricicli). Dal 2008 collaboratrice di Exibart, da marzo 2011 passa ad Artribune.