Come prima, più di prima

Non l’amore nelle canzoni, ma la crudeltà e l’atrocità umane, oggi turpi come e più che ai tempi della Passione per eccellenza della cultura occidentale. Al Madre di Napoli, fino al 4 luglio, la Via Crucis rieditata secondo lo sguardo pittorico di Rachel Howard. Se non a Pasqua, quando?

Rachel Howard – Via Dolorosa – veduta della mostra presso il MADRE, Napoli 2011 - photo Amedeo Benestante

Flussi di colore e luce levitanti nello spazio metafisico della Chiesa di Donnaregina, mai (dalla personale di Bob Wilson nel 2007) così ben esperita nelle sue possibilità di allestimento e atmosfera. I “quasi monocromi” di Rachel Howard (Easington, 1969) sono oro colato di luminosità, che sfidano la pesante consistenza industriale dei pigmenti adoperati e a stento interrotta, anzi enfatizzata, da esigue venature contrastanti – spesso simbolicamente sanguigne – e dall’alterno sciogliersi e addensarsi della forma.

La pittura analitica di Ryman, Richter e Olivieri è consapevolmente dietro l’angolo, ma l’attitudine riflessiva dell’indagine su percezione e linguaggio è piegata all’esigenza di lenta meditazione empatica sull’eterno ricorrere della crudeltà umana. Spettri così grevi da poterne solo sostenere l’evaporata evocazione.

Diana Gianquitto

Napoli // fino al 4 luglio 2011
Rachel Howard – Via Dolorosa
a cura di Mario Codognato
www.museomadre.it

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Diana Gianquitto
Sono un critico, curatore e docente d’arte contemporanea, ma prima di tutto sono un “addetto ai lavori” desideroso di trasmettere, a chi dentro questi “lavori” non è, la mia grande passione e gioia per tutto ciò che è creatività contemporanea. Collaboro stabilmente con Artribune dal suo nascere, dopo aver militato fino al 2011 in Exibart. Curo rassegne, incontri, mostre, corsi, workshops e seminari in collaborazione, tra gli altri, con il Pan – Palazzo delle Arti Napoli, il Forum Universale delle Culture 2010, la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Accademia di Belle Arti di Napoli, l’Università Parthenope e le gallerie Overfoto e Al Blu Di Prussia. Sono da anni ideatrice, curatrice e docente di corsi e laboratori di avvicinamento all’arte contemporanea in numerosi enti culturali, condotti secondo una metodica sperimentale da me ideata che sintetizzo sotto il label di CCrEAA - Comprensione CReativa e Empatico Ascolto dell'Arte e che mira a promuovere un ascolto empatico dell’arte allo scopo di una sua comprensione, comunicazione, divulgazione e veicolazione più profonda e incisiva. La mia ricerca è orientata in particolare verso le forme espressive legate alle tecnologie digitali, all’immateriale, alla luce e all'evanescenza, a un’evocazione di tipo organico, a una ricognizione olistica del senso antropico ed esistenziale capace di armonizzare indagine estetica, sensoriale, cognitiva, emotiva e relazionale. [ph: Giuliana Calomino (particolare)]