Ciak si dipinge

Il regista Skolimowski si muove fra astratto e figurativo. È la ricerca di un equilibrio possibile. Una dimensione che manca al suo cinema fulgido, che non accetta compromessi. Trasferta polacca per Artribune.

A differenza di cineasti come Takeshi Kitano e David Lynch, Jerzy Skolimowski (Lodz, 1938) ha evitato da sempre qualunque osmosi tra pennello e macchina da presa. Il festival cinematografico Off Plus Camera ha portato a Cracovia 12 tavole dell’artista polacco. Dipinti quasi tutti realizzati nell’arco di un quindicennio di digiuno dal grande schermo. Del candore e della continuità cromatica del film Essential Killing (2010), premiato di recente in Laguna, non c’è nulla. Vigorose composizioni all-over dove le esplosioni controllate di colori ricordano che il poliedrico Skolimowski è stato anche un discreto pugilatore. L’attività pittorica si configura allora come un esercizio esistenziale volto riequilibrare le tensioni inconciliabili del suo splendido cinema, impermeabile a qualsiasi compromesso.

Giuseppe Sedia

Cracovia // fino al 17 aprile 2011
Jerzy Skolimowski
www.offpluscamera.com/en

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Giuseppe Sedia
Giornalista e reporter freelance nato il 6 luglio 1982 a Montreuil (Francia). Scrive di attualità, politica, cultura e spettacoli. È redattore del ‘Krakow Post’. I suoi articoli dedicati a cinema, videogiochi e arti visive sono apparsi su numerose riviste e web magazine italiani e stranieri (‘Warsaw Business Journal’, ‘Il Manifesto-Alias’, ‘Cafe Babel’, ‘Cineforum’, ‘Exibart’, ‘Film International’, ‘Asia Express’, ‘Sentieri Servaggi’). Attualmente vive in Polonia.