Balkenhol. Pigmalione a Torino

Prima mostra a Torino del maestro tedesco della scultura contemporanea. Mezzibusti e corpi in miniatura come sintesi del corpo e delle emozioni trattenute. Con una passione per le piste di decollo. Stephan Balkenhol da Luce Gallery, fino al 14 maggio.

Stephan Balkenhol - Uomo con Sciarpa - 2011 - bassorilievo in legno di wawa dipinto

Priva di orpelli e dettagli, impassibile come la calma maestosità neoclassica è tutta la scultura di Stephan Balkenhol (Fritzlar, 1957; vive a Meisenthal e Karlsruhe). Che siano figure intere o bassorilievi, le sue opere sono la sintesi formale e l’essenza dei sentimenti umani. Apparentemente rassegnati, i corpi scolpiti nel legno e dipinti con leggere velature monocrome restituiscono tutta la dignità e la sopportazione di ogni individuo, in una contenutezza emotiva tale da non distinguere la semplicità materica dalla raffinatezza con cui le figure s’impongono. E l’autore svela per l’occasione una sua passione: le runaway di decollo e atterraggio. In mostra, un paravento in cui sono riprodotte, da ambo i lati, le assonometrie della pista del Lingotto. Forgiate da unici blocchi e contemplate dal loro Pigmalione, i corpi appaiono ieratici. In attesa del martirio o del soffio vitale.

Claudio Cravero

fino al 14 maggio 2011
Stephan Balkenhol
www.lucegallery.com

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Claudio Cravero
Claudio Cravero (1977, Torino). Curatore indipendente, la sua ricerca è rivolta a tematiche inerenti i concetti di alterità, confine e memoria. Svolge attività curatoriale presso il PAV-Centro Sperimentale d’Arte Contemporanea di Torino (www.parcoartevivente.it). Nell’ambito dell’Art program diretto da Piero Gilardi, la sua ricerca indaga le problematiche artistiche proprie dell’arte del vivente e dell’evoluzione dell’arte ambientale. Ha condotto ricerche per il dipartimento di Visual Arts dell’Istituto di Cultura Italiana di New York, USA (2004), il Castello di Rivoli-Museo d’Arte Contemporanea (istituzione con la quale ha collaborato fino al 2006 nelle Relazione esterne), e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino nell’ambito del progetto di mediazione culturale coordinato da Emanuela De Cecco (2002/03). Oltre ad aver seguito l’attività redazionale per il progetto “Arte Pubblica e Monumenti” di OfficinaCittàTorino, 2007/08, è collaboratore di Artribune.