Silenzio, parla lo spazio

Se la rappresentazione tace, il concetto fa nascere la terza dimensione… e la quarta. Robert Barry torna da Artiaco, a Napoli.

Robert Barry - Troublesome - veduta della mostra presso la Galleria Alfonso Artiaco, Napoli 2011

L’arte concettuale vuol coinvolgere lo spettatore nella creazione del significato, fargli guardare ‘dentro’ l’opera anziché ‘verso’ essa”. Concettuale caldo, partecipativo, quello di Robert Barry (New York, 1936). Nella sua seconda personale partenopea è ancor più riscaldato il suo quasi post-romantico agganciare, diversamente dall’analitico-tautologico Kosuth, il mondo interiore e fuori dallo spazio dell’arte delle dinamiche psico-emotive e dell’immaginazione di fenomeni solo evocabili e non realizzabili mediante le parole che animano il contesto artistico della galleria. E che ricreano, insieme alla quarta dimensione dell’inafferrabile mentale, anche la terza di volumi illusori, evocati o rivelati dall’interazione fra testo e architettura. Coscientizzare lo spazio reale, per sfondarlo verso quello infinito di psiche e noumeno.

Diana Gianquitto

fino al 24 aprile 2011
Robert Barry – Troublesome
www.alfonsoartiaco.com

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Diana Gianquitto
Sono un critico, curatore e docente d’arte contemporanea, ma prima di tutto sono un “addetto ai lavori” desideroso di trasmettere, a chi dentro questi “lavori” non è, la mia grande passione e gioia per tutto ciò che è creatività contemporanea. Collaboro stabilmente con Artribune dal suo nascere, dopo aver militato fino al 2011 in Exibart. Curo rassegne, incontri, mostre, corsi, workshops e seminari in collaborazione, tra gli altri, con il Pan – Palazzo delle Arti Napoli, il Forum Universale delle Culture 2010, la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Accademia di Belle Arti di Napoli, l’Università Parthenope e le gallerie Overfoto e Al Blu Di Prussia. Sono da anni ideatrice, curatrice e docente di corsi e laboratori di avvicinamento all’arte contemporanea in numerosi enti culturali, condotti secondo una metodica sperimentale da me ideata che sintetizzo sotto il label di CCrEAA - Comprensione CReativa e Empatico Ascolto dell'Arte e che mira a promuovere un ascolto empatico dell’arte allo scopo di una sua comprensione, comunicazione, divulgazione e veicolazione più profonda e incisiva. La mia ricerca è orientata in particolare verso le forme espressive legate alle tecnologie digitali, all’immateriale, alla luce e all'evanescenza, a un’evocazione di tipo organico, a una ricognizione olistica del senso antropico ed esistenziale capace di armonizzare indagine estetica, sensoriale, cognitiva, emotiva e relazionale. [ph: Giuliana Calomino (particolare)]