Che rischi a Testaccio!

Una sottile indagine sociale, spesso accusatoria. Un mondo che parte da un’indagine femminile per arrivare all’esplicazione più generica dell’oggi. È Giulia Piscitelli alla romana Fondazione Giuliani…

Giulia Piscitelli - Line, Do Not Cross - 2010

Uno dei Rischi Minori di Giulia Piscitelli (Napoli, 1965) è probabilmente quello di far indossare al suo Operaio una tuta da lavoro prima che sia cosparsa di lattice e quindi inutilizzabile; laddove il rischio maggiore risiede forse nella paura di restarne incollati a vita, fino a divenire un teschio dal casco giallo e dagli arti bidimensionali. Morte non più bianca, ma indelebile, questo racconta quella “schiuma di lattice”, la stessa utilizzata per creare materassi ora immaginari, come quello che potrebbe abitare le due spalliere di ferro (di un letto anch’esso invisibile), installate verticalmente lungo il muro della Fondazione Giuliani.
Line, Do Not Cross
infatti è solo uno dei diversi lavori esposti per la prima personale romana dell’artista napoletana, che affronta gran parte dell’immaginario artistico della Piscitelli, percorrendo i diversi anni di una carriera variegata e fortemente espressiva. L’artista non nasconde la volontà di alterare la grammatica quotidiana di eventi, azioni e professioni conservandone la stessa valenza semantica: gli abiti da lavoro esposti nella prima sala, ben ripiegati e compatti grazie alla loro salda vestizione in lattice, non smettono affatto di essere abiti da lavoro, eppure perdono la loro funzione identificativa; un qualunque operaio infatti non potrebbe più utilizzarli.
Così come i collage per Neopolitan Windows in cui una serie di carte colorate slittano l’una di seguito all’altra lungo la parete, esibendo i colori possibili di finestre ipotetiche, osservate dall’artista durante i suoi viaggi; la perpendicolare ossequiosa della finestra si riconosce nella forma voluta da Piscitelli, come anche la loro posizione installativa: la loro serialità sembra richiamare quella della veduta di un finestrino del treno. Ma è ciò che si vede dal finestrino del treno o è la cornice di ciò che il finestrino del treno vede? L’attore sociale nei lavori dell’artista sembra perdere i suoi ruoli di prestigio: diviene, da protagonista, osservatore stupito.

Giulia Piscitelli - Rischi Minori - veduta della mostra presso la Fondazione Giuliani, Roma 2011

Tra i lavori presentati negli spazi della Fondazione Giuliani, non mancano poi una serie di video che indagano la parte più intima della sua carriera: Untitled, 1989, Untitled, 1995 e il più recente Under Den Linden, presentato alla quinta edizione della Biennale di Berlino, affrontano il conflitto di cliché domestici, in cui azioni apparentemente quotidiane divengono deformazioni ossessive del vissuto femminile, generando nello spettatore rimandi simbolici e storici insieme. Meno convincente si presenta invece la videoproiezione senza titolo per cui una tigre si aggira in loop dentro la gabbia in cui è costretta.
Nel suo complessivo peregrinare, il fruitore è inoltre accompagnato da un suono meccanico e assordante contenuto in un piccolo vano illuminato: Atlantic City suona il rumore di una fastidiosa slot machine, mentre in un piccolo ambiente espositivo il “motivo” ornamentale di assorbenti su due lastre di plexiglas copre la luce al neon che ne raffredda lo spazio, vuoto. Ecco che la figura della donna ritorna e viene chiamata spesso in causa, utilizzata come mezzo di riflessione sulla società in generale. È il caso dell’opera Scintilla, in cui una serie di chiodi attraversano la suola di una scarpa femminile rivolta sul pavimento.

Giulia Piscitelli - Rischi Minori - 2011

Il lavoro di Giulia Piscitelli diviene sempre più un’indagine diretta nei confronti del mondo e delle contraddizioni che governano i suoi abitanti. Contraddizioni politiche, sociali e culturali che indicano “artisticamente” al fruitore come e su cosa riflettere.

Flavia Montecchi

dal 22 gennaio al 2 aprile 2011
Giulia Piscitelli – Rischi Minori
a cura Stefano Chiodi
Fondazione Giuliani per l’arte contemporanea
Via Gustavo Bianchi, 1 (zona Testaccio) – 00154 Roma
Orario: da martedì a venerdì ore 15-19.30; sabato su appuntamento
Ingresso libero
Info: tel. +39 0657301091;
[email protected]; www.fondazionegiuliani.org

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Flavia Montecchi
Flavia Montecchi (Roma, 1985) è critica d'arte contemporanea, curatrice e scrittrice. Vive e lavora a Roma, dove attualmente è assistente di direzione per lo Studio d'Arte Contemporanea Pino Casagrande per cui ha curato e ideato il progetto espositivo sul confronto generazionale "unconventional twins - doppio personale". Collabora esternamente a progetti curatoriali di vario genere, come la collettiva da Maria Grazia Del Prete sull'attualità dell'arte degli anni '80 a Roma. (maggio-giugno 2012). Si interessa di comunicazione e ha da poco avviato il programma di intrattenimento impegnato dal nome "BugsOff" per il canale web radio/tv www.makemusic.it, in cui affronta argomenti di attualità spaziando di tema in tema. Dinamica e attiva, scrive per Arte&Crtica e Fotografare, oltre a collaborare con diverse testate web di settore. La scrittura resta la sua passione, e lontano dall'arte, scrive racconti brevi di narrativa e fantasia, giocando spesso con le diverse sfumature del linguaggio.