Acquario californiano

Crini di cavallo e reti per volatili, bellezza, religione e sesso, dispositivi coreografici e danze di meduse. Christian Holstad da De Carlo a Milano.

Christian Holstad - Medusa - 2011

Dietro You Will Find Me if You Want Me in the Garden unless It’s Pouring Down With Rain si nasconde l’ultima personale di Christian Holstad (Anaheim, California, 1972; vive a New York). Il lungo titolo riprende un verso del testo di The garden, canzone degli Einstürzende Neubauten. È infatti dal mondo dell’industrial style e dagli anni ‘90 che l’artista americano trae le suggestioni necessarie. Intuizioni coreografiche ritrasmesse e reinterpretate in galleria tanto sotto forma di lezioni sulla luce quanto di ampliamento dello spazio.
La personale è allestita interamente nei metri quadri del corpo principale della galleria di Massimo De Carlo. Sala posta frontalmente rispetto alla porta d’ingresso, al piano terra.

Christian Holstad - You Will Find Me if You Want Me in the Garden unless It’s Pouring Down With Rain - veduta della mostra presso la Galleria Massimo De Carlo, Milano 2011

I primi lavori che s’incontrano, subito dopo la soglia, sono Religion, Sex e Beauty. Tre collage metallescenti, di medio-grandi dimensioni e allestiti a muro. I tre riquadri, applicati su legno, ridestano nel buio la poetica (ma non l’estetica) dell’intera mostra. Infatti, in apparenza ossessionato dalle distorsioni del consumismo, l’americano posiziona alcuni fari alla base dei tre pannelli, lasciando scaturire ombre melodrammatiche da corpi posticci cuciti in superficie.
Prigionieri alla berlina. I tre personaggi di stoffa sono catturati mentre si muovono, e consumano, nel tentativo di soddisfare i propri desideri di raggiungere Dio, di appagare i sensi, di diventare più belli. In questo loro muoversi rimangono però incastrati, inesorabilmente, in gogne moderne.

Christian Holstad - Flesh Cart - 2011

Holstad ama depredare e riassemblare elementi d’uso quotidiano, icone del mondo della musica, emblemi della moda e intrusioni proprie delle riviste, ricomponendoli secondo l’ordine scultoreo, il registro del collage e dei disegni. L’artista, soggetto maieuta, risiede nel mezzo delle cose estrapolate da diversi serbatoi, diventando sarto virtuale che sceglie, ritaglia e persino cuce i diversi patch raccolti nel tempo.
Interessante, nel percorso della mostra, allestita come un acquario al buio, è la rievocazione di un ambito marino lontano. Una dimensione evocativa citata attraverso reti appese ai muri, materassini gonfiabili e un video sulle meduse, proiettato sulla superficie di una parete che funge da sipario nel mezzo della sala.

L’intento primario di questo improvviso salto semantico è quello di spostare l’attenzione del visitatore dal mondo umano all’universo animale. Nel video Medusa l’artista utilizza la videocamera del proprio cellulare, come se fosse testimone di un evento reale, per filmare i movimenti che lui stesso fa compiere alle sue sculture. I cappelli gelatinosi delle meduse traspaiono nell’acqua, simboli puri dell’inquinamento ambientale e totale contrapposizione rispetto ai disastri consumistici. In parallelo, alle pareti, forme di fantasmi, realizzati con crini di cavallo e reti per volatili, filtrano spezzoni radiofonici che fungono da colonna sonora di natura animale.

Ginevra Bria

dal 23 marzo al 22 aprile 2011
Christian Holstad –
You Will Find Me if You Want Me in the Garden unless It’s Pouring Down With Rain
Galleria Massimo De Carlo
Via Giovanni Ventura, 5 (zona Lambrate) – 20134 Milano
Orario: da martedì a sabato ore 11.30-14 e 14.30-19
Ingresso libero
Info: tel.
+39 0270003987; [email protected]; www.massimodecarlo.it

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.