Un interaction designer indiano vince il Playable Museum Award del Museo Marino Marini

È stato annunciato il nome del vincitore della prima edizione del premio Playable Museum, organizzato dal Museo Marino Marini di Firenze. Si aggiudica il riconoscimento un progetto che vuole portare la realtà virtuale fuori dai visori, mettendo in mano ai visitatori una lanterna magica 2.0.

Lumen. Mixed Reality Storytelling
Lumen. Mixed Reality Storytelling

Un progetto che sfrutta le tecnologie di realtà virtuale e aumentata, ma cerca un’alternativa al classico visore, congegno che rischia di isolare chi lo utilizza, allontanandolo sia dallo spazio tridimensionale che abita con il proprio corpo, sia dalle persone che lo circondano. La piattaforma si chiama Lumen. Mixed Reality Storytelling ed è stata ideata dall’interaction designer e ingegnere Arvind Sanjeev (Kerala, India,1991), vincitore della prima edizione del Playable Museum Award indetto all’inizio del 2018 dal Museo Marino Marini di Firenze, sotto la direzione di Patrizia Asproni e con il coordinamento dell’engagement scientist e game designer Fabio Viola. L’obiettivo del bando, che si è chiuso il 31 marzo con 240 partecipanti, era quello di sperimentare nuove forme di fruizione museale in grado di trasformare il museo in “luogo di azione ed interazione tra persone, collezioni e spazi”.

Arvind Sanjeev
Arvind Sanjeev

UNA TORCIA MAGICA

Lumen utilizza una piattaforma di machine learning per classificare gli oggetti, che vengono successivamente processati da un algoritmo in grado di generare storie in sovrapposizione su di essi. Il congegno quindi, che ha la forma di una torcia, è in grado di riconoscere gli elementi dell’ambiente e di fornire al visitatore una serie di narrative ad hoc, progettate da storyteller e game designer e collegate alle opere e agli artefatti in esposizione. “Non appena la accendono, i visitatori si accorgono che non si tratta di una torcia qualunque.”, commenta Sanjeev, “frecce e puntatori indicano una direzione, indirizzandoli verso alcuni luoghi particolari del museo. Raggiungendoli, Lumen racconta una storia, una per ogni opera, una per ogni spazio. Per esempio, se si tratta di una scultura, Lumen proietterà un volto sulla scultura che catturi l’essenza della volontà dell’artista. Può raccontare come la scultura è nata e cosa passava nella mente dell’artista mentre la creava”.

Lumen. Mixed Reality Storytelling
Lumen. Mixed Reality Storytelling

PRONTI PER LA SECONDA EDIZIONE

La giuria internazionale – formata da Giorgia Abeltino, Yuval Avital, Antonio Lampis, Jeffrey Schnapp, Fabio Siddu e Massimiliano Zane – si è così espressa: “Lumen ha colto perfettamente lo spirito del Playable Museum Award. Un progetto che ha saputo coniugare creatività manuale, innovazione tecnologica, scalabilità, interazione con e tra il pubblico e lo spazio museo, trasversalità e contaminazione delle competenze”. Al vincitore andrà un grant del valore di 10.000 euro e il sostegno dei mentor della giuria e di Fabio Viola, curatore del progetto. La cerimonia ufficiale di consegna del riconoscimento avverrà alla riapertura del museo a ottobre, durante una giornata tutta dedicata al Playable Museum Award, con la presentazione dei progetti finalisti e della piattaforma online dedicata al premio. La realizzazione del primo prototipo funzionante di Lumen, invece, è prevista per gennaio 2019, quando sarà lanciata anche la seconda edizione del Playable Museum Award

– Valentina Tanni

Dati correlati
Spazio espositivoMUSEO MARINO MARINI - PALAZZO DEL TAU
IndirizzoPiazza Di San Pancrazio - Firenze - Toscana
CONDIVIDI
Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.