Mèmora. Nasce a Torino l’archivio digitale per i beni culturali piemontesi, il primo in Italia

Dopo 9centRo, la piattaforma degli archivi del Polo del ‘900 avviata in collaborazione con la Compagnia di San Paolo, arriva un nuovo database open source che contiene già 500mila schede di beni artistici del Piemonte

Una nuova piattaforma digitale pubblica, libera e gratuita – la prima in Italia – per la descrizione del patrimonio culturale di archivi, istituti culturali e musei. Stiamo parlando di Mèmora, uno strumento web innovativo, realizzato nei suoi aspetti tecnici dal CSI Piemonte, l’ente informatico che vent’anni fa ha realizzato il primo sistema informativo regionale per la catalogazione del patrimonio culturale: il software Guarini, con cui a partire dal 1994 furono avviate le catalogazioni di opere d’arte ed edifici architettonici.

L’ARCHIVIO E LA SUA STORIA

Mèmora rappresenta un momento importante nel lavoro che da anni realizziamo insieme alla Regione Piemonte per i beni culturali piemontesi”, ha dichiarato durante la presentazione stampa Claudio Artusi, Presidente del CSI Piemonte. “Quello che presentiamo oggi è un progetto collettivo destinato alla comunità professionale, agli istituti culturali e ai cittadini, per una valorizzazione moderna del patrimonio artistico e culturale della nostra regione”. Il progetto, risultato di un lungo lavoro di due anni avviato in collaborazione con la Compagnia di San Paolo e il Polo del ‘900, ha riunito in un unico applicativo migliaia di documenti, fotografie, manifesti, video di centinaia di enti: ad oggi si contano 70mila oggetti digitali, 500mila schede descrittive di beni artistici e 500 inventari di archivi storici, numeri destinati a crescere giorno per giorno.

TECNOLOGIE OPEN SOURCE

La piattaforma rappresenta il risultato di un percorso che ha visto come prima tappa la nascita di 9centRo, la piattaforma del Polo del ‘900, un portale comune per i diversi fondi archivistici che al Polo fanno riferimento, che si integra in modo sostanziale con Mèmora. Questo nuovo strumento digitale, inoltre, si basa su tecnologie open source come il software CollectiveAccess, utilizzato da musei, archivi e biblioteche in tutto il mondo ed è facile da usare: attraverso un’unica interfaccia web gestisce beni culturali di tipologie diverse, integrando i molteplici applicativi fino a ieri utilizzati. Mèmora supera, così, la divisione tra gli ambiti archivistico e museale, in favore di una visione complessiva del patrimonio, garantendone la conservazione e la fruibilità nel tempo

-Claudia Giraud

http://www.memora.piemonte.it/

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Claudia Giraud

Claudia Giraud

Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate…

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