Polimbo. Il Tinder della politica

Il tema della “net neutrality” è oggetto di accesi dibattiti oltreoceano e un collettivo di artisti e curatori lo ha tradotto in una app che emula il popolarissimo Tinder.

La app Polimbo sviluppata dal collettivo DIS
La app Polimbo sviluppata dal collettivo DIS

Lo scorso dicembre la statunitense FCC – Federal Communication Commission ha abrogato la legge sulla net neutrality. La decisione finale spetterà però al Congresso, che dovrà esprimersi votando sull’argomento. La posta in gioco è alta: con l’espressione net neutrality – la neutralità della Rete – si fa infatti riferimento alla regola per la quale viene imposto agli ISP – Internet Service Provider, ovvero ai fornitori di banda per connessione Internet, di trattare qualsiasi genere di contenuto e servizio nello stesso identico modo. Ciò significa che qualsiasi contenuto o servizio disponibile online, sia esso un blog di giardinaggio o il servizio in streaming di un colosso del web, deve poter essere raggiungibile con la stessa facilità e rapidità. Nessuna via preferenziale e nessuna corsia congestionata ad arte, ma un unico flusso di traffico uguale per tutti. È evidente che si tratta di una questione di cruciale importanza per il futuro di Internet come lo conosciamo oggi. Non è un caso se negli ultimi mesi il tema è stato ampiamente dibattuto nell’opinione pubblica statunitense, anche grazie all’intervento di specialisti, attivisti e non ultimo degli artisti.

POLIMBO

Lo scorso aprile, in occasione dell’ultima edizione di Seven on Seven, evento organizzato dalla storica realtà newyorchese Rhizome, il collettivo di curatori e artisti DIS ha realizzato una app denominata Polimbo, crasi di “policy limbo”, cioè limbo della politica. Emulando il funzionamento della app per incontri Tinder, questa applicazione permette all’utente di esprimere le proprie preferenze in materia di neutralità della rete reagendo a 19 quesiti attraverso uno swipe a destra o sinistra. Completato il questionario, il sistema suggerisce il nome dell’esponente politico statunitense con il quale si ha un maggior feeling su questo tema. Un’idea per contribuire e ampliare la discussione su un argomento di grandissima importanza, che potrà avere risvolti molto significativi sul modo in cui nel prossimo futuro avremo accesso a contenuti online.

Matteo Cremonesi

https://polimbo.com/

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #41

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Matteo Cremonesi
Matteo Cremonesi (Brescia, 1984) si occupa di arte e nuovi media, interessandosi in particolar modo delle implicazioni sociali e politiche che le nuove tecnologie producono nel mondo contemporaneo. E' docente di “Cibernetica e teorie dell'informazione” presso l'Accademia di Brera e collabora attivamente con il Link Center For the Arts of the Information Age in qualità di coordinatore del settore educativo. E' membro del collettivo artistico IOCOSE con il quale ha presentato i propri lavori in diverse sedi nazionali e internazionali. Nato nel 2006, il gruppo organizza azioni liminali volte a sovvertire le ideologie, le pratiche e i processi di identificazione e costruzione del significato, concependo le strade, Internet e il passaparola come terreni di battaglia.