Arriva a Utrecht Impakt Festival 2017. Tecnologie infestate e mostri contemporanei

Un festival che indaga le connessioni tra la tecnologia e il mondo dell’irrazionale. Dalla magia al mito, dall’occulto alle paure ataviche. A Utrecht dal 25 al 29 ottobre.

Dries Verhoeven, Phobiarama
Dries Verhoeven, Phobiarama

In che modo l’universo della tecnologia si rapporta con la magia, il mito e l’occulto? Cerca di rispondere a questa difficile domanda l’edizione 2017 del Festival Impakt, che si svolgerà a Utrecht, in Olanda, dal 25 al 29 ottobre. Il tema della manifestazione, Haunted Machines & Wicked Problems, prende le mosse da una ricerca che Natalie Kane e Tobias Revell, curatori dell’evento, portano avanti già dal 2015. I due studiosi inglesi – curatrice e scrittrice lei, artista e designer lui – cercheranno di indagare la complessità delle tecnologie contemporanee, considerandone anche i risolvi socio-culturali e utilizzando come framework il mito, la magia e il mondo dell’irrazionale in genere. E lo faranno con un fitto programma di presentazioni, film, mostre, dibattiti e una line-up di ospiti internazionali.
I designer e i tecnologi parlano di ‘magia’ e di ‘incanto’ nelle descrizioni dei loro dispositivi, ma dimentichiamo che la magia è una forma di inganno; un gioco di prestigio. Pensatori, scrittori, designer e artisti stanno cominciando a far riferimento sempre più spesso al mondo dei fantasmi e del sovrannaturale per parlare del nostro mondo tecnologizzato. Il progetto Haunted Machines vuole esplorare questo dibattito attraverso testi, discussioni e mostre”, scrivono i due curatori.

IL MITO, LA MAGIA E I MOSTRI

Le linee di indagine saranno tre: la prima riguarda il mito e approfondirà le mitologie che vengono costruite per raccontarci la tecnologia, dalle leggende della Silicon Valley alle utopie delle smart cities. Il tema della magia invece servirà a mostrare come le soluzioni tecnologiche vengano spesso presentate come meravigliose e sovrannaturali – pensiamo alla retorica costruita attorno all’Internet of Things – ma anche a discutere della tecnologia come inganno, quando viene ad esempio usata per rubare i nostri dati oppure i nostri soldi. Infine, la questione dei “mostri” farà da filo conduttore nella discussione sulla paura e sulla personificazione dei dispositivi che avviene quando qualcosa va storto.

Tra gli highlight di Impakt Festival 2017 c’è l’installazione Phobiarama di Dries Verhoeven, descritta come “la casa infestata del 21esimo secolo”. Un ambiente ansiogeno che vuole essere un commento sul tema della paura nella società di oggi, “un’escursione nella cultura del terrore. Più surreale della realtà, più reale del teatro”.

Valentina Tanni

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.