Per un web astratto

Nel mondo del web design è in voga l’espressione “the user is drunk” per sottolineare come la navigazione all’interno di un sito debba essere semplice, immediata e intuitiva, a prova di ubriaco appunto. Nella realtà però l’utente medio non è così stupido (e nemmeno ubriaco) e l’eccessiva semplificazione rischia di trasformarsi in un design scontato, troppo prevedibile e noioso. E così un artista…

Rafaël Rozendaal, Abstract Browsing - applicato ad Artribune.com
Rafaël Rozendaal, Abstract Browsing - applicato ad Artribune.com

Rafaël Rozendaal è un artista noto per la realizzazione di opere che prendono la forma di siti web che offrono allo spettatore un’affascinante esperienza visiva. Spesso semplici ma di notevole effetto, i suoi lavori si fondano su piccole e basilari animazioni che il visitatore può controllare o modificare con l’utilizzo del mouse, scenari digitali e sintetici da osservare e contemplare, talvolta quasi psichedelici, talvolta di un concettualismo essenziale ma efficace.
Con il suo lavoro più recente, Abstract Browsing, l’artista ha cercato di estendere all’intero web questo genere di esperienza estetica. Abstract Browsing è un’estensione per Chrome – il celebre browser di Google – che cambia completamente la visione del web, trasformandolo in uno spazio astratto e dai colori vivaci. L’applicazione modifica completamente il look delle pagine web all’interno delle quali navighiamo: ogni genere di contenuto, pur rimanendo perfettamente attivo e navigabile, viene ricoperto da un vivace strato di colore, si vengono così a creare pattern geometrici che variano a seconda delle pagine visualizzate.

Rafaël Rozendaal, Abstract Browsing - applicato ad Artribune.com
Rafaël Rozendaal, Abstract Browsing – applicato ad Artribune.com

Il lavoro ha il pregio di rendere evidente la struttura secondo la quale i contenuti vengono organizzati, quella stessa struttura che i web designer fanno di tutto per nascondere in modo da rendere la navigazione fluida e intuitiva. Il lavoro di Rozendaal ha un gusto puramente visivo ma è in grado di trasformare la navigazione online in un’esperienza estetica unica, strettamente contemplativa, per una volta davvero rilassante e liberatoria.

Matteo Cremonesi

www.abstractbrowsing.net

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #27

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Matteo Cremonesi
Matteo Cremonesi (Brescia, 1984) si occupa di arte e nuovi media, interessandosi in particolar modo delle implicazioni sociali e politiche che le nuove tecnologie producono nel mondo contemporaneo. E' docente di “Cibernetica e teorie dell'informazione” presso l'Accademia di Brera e collabora attivamente con il Link Center For the Arts of the Information Age in qualità di coordinatore del settore educativo. E' membro del collettivo artistico IOCOSE con il quale ha presentato i propri lavori in diverse sedi nazionali e internazionali. Nato nel 2006, il gruppo organizza azioni liminali volte a sovvertire le ideologie, le pratiche e i processi di identificazione e costruzione del significato, concependo le strade, Internet e il passaparola come terreni di battaglia.