Arrivano i makers. E per tre giorni Roma è il centro dell’innovazione

Al Palazzo dei Congressi di Roma, creativi (e) scienziati, armati di stampanti 3d e laser, dimostrano che il mondo è open source. Un primo resoconto dell’evento capitolino.

Rome Maker Faire 2013

L’uragano Penelope, annunciato, non ha fermato un popolo di oltre 20mila persone accorso intorno all’unica idea nuova di “ricostruzione” apparsa ultimamente nel nostro Paese. Forse questa edizione della Makers Faire europea rimarrà nella storia come quelle Grandi Esposizioni della fine dell’Ottocento a Londra e Parigi, dove si cominciavano a vedere strumenti che avrebbero cambiato la società. Ma sui prodotti stavolta vince l’uomo: non è una fiera di cose nuove, è una fiera di uomini nuovi.
Riccardo Luna “predica” da tempo il cambiamento e – insieme al Leonardo da Vinci dei nostri giorni, cofondatore di Arduino, Massimo Banzi – ha curato la Rome Maker Faire – The European Edition organizzata e promossa da Asset-Camera in collaborazione con il Tecnopolo. Un grande show su modello americano, un paese dei balocchi della tecnologia dove un ragazzino di 14 anni ti insegna a costruire una stampante 3d e un team di Arezzo ti fa vedere che potremmo vivere in case completamente autosufficienti e indipendenti da tutte le reti.

Rome Maker Faire 2013
Rome Maker Faire 2013

Ma non era solo questo: sarà perché perennemente orfani di qualcuno che ci prospetti una vita migliore, sarà perché tutto era assolutamente vero in un momento in cui i “programmi” politici non vengono mai rispettati, comunque la sensazione è quella di un popolo che cerca una guida e la trova in chi propone idee nuove e concrete.
In ogni stand c’è una storia fuori dal comune, come sul palco, dove passano fra gli adulti due amministratori delegati che hanno più o meno 12 anni. Quei ragazzi che eravamo abituati a vedere nei film americani, in un garage della loro casa, capaci di costruirsi una fidanzata o di entrare nei sistemi di sicurezza della CIA, ora sono tantissimi, e vivono anche a Roma e a Palermo. Grazie alla stampa 3d possono produrre qualsiasi cosa, usare polimeri per fare un giocattolo o collagene per fare una protesi, ma anche zucchero e fare dolci. Sono gli abitanti di un nuovo mondo che sembrava secondario, di cui non avevamo misura, un mondo di hacker o appassionati della tecnologia lontani chilometri dal nostro quotidiano: ora ci fanno vedere che si può costruire una protesi vitale con la decima parte del costo di prima e la si può dare a tutti.

Rome Maker Faire 2013
Rome Maker Faire 2013

Anarchici inventori, che devono lavorare senza regole per cambiare le regole, alimentati da mecenati contemporanei che promuovono progetti di ricerca come la Raspberry Pi, che sostiene l’Università di Cambridge nella fabbricazione di micro-controller e altri strumenti di ricerca scientifica nell’OpenLabTools.org. Una delle storie più interessanti e più deprimenti per noi italiani: questo mecenate sostiene i progetti estivi di Cambridge, laboratori dove studenti realizzano strumenti con pezzi fatti anche grazie alla stampante 3d. Sono coordinati da un professore che si chiama Pietro Cicuta, che ha studiato fisica in Italia e, dopo un sano dottorato, lì è rimasto.

Clara Tosi Pamphili

http://www.makerfairerome.eu

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Clara Tosi Pamphili
Clara Tosi Pamphili si laurea in Architettura a Roma nel 1987 con Giorgio Muratore con una tesi in Storia delle Arti Industriali. Storica della moda e del costume, ha curato mostre italiane e internazionali, cataloghi e pubblicazioni. Ideatrice e curatrice di A.I.artisanal intelligence, evento che si svolge due volte l'anno per promuovere nuovi designer di moda in collaborazione con gallerie di arte contemporanea. Svolge attività di ricerca delle arti applicate nella moda collaborando con le più importanti sartorie teatrali e di moda italiane e internazionali. Ha diretto didatticamente l'Accademia di Costume e di Moda dal 2005 al 2007. Ha insegnato Storia del Design di Moda e Tecniche di Ricerca all'Accademia di Costume e di Moda e alla Facoltà di Architettura di Roma Ludovico Quaroni fino al 2011. Attualmente è consigliere di amministrazione di Altaroma, dove si occupa di progetti di ricerca e sviluppo delle nuove tendenze con particolare attenzione al legame fra moda e arte. Collabora con il Maxxi e altre istituzioni per la creazione di eventi culturali sulla moda. Risiede e lavora a Roma.