L’artista che sfidò Google

Dire che Google è come un oracolo è diventato un luogo comune. Il più famoso e utilizzato fra i motori di ricerca, infatti, è diventato lo strumento per eccellenza, in grado di rispondere a qualsiasi tipo di domanda. E allora c’è chi, come Justin Kemp, lavora per renderlo veramente onnisciente…

Justin Kemp, Adding to the Internet

A testimoniare di come Google sia l’equivalente di un oracolo, è ad esempio l’abitudine piuttosto diffusa tra i neofiti di iniziare una ricerca ponendo una domanda, anziché inserire le parole chiave più adatte a definire l’ambito tematico per il quale si stanno cercando informazioni. Altrettanto diffusa è l’idea secondo cui, se qualcosa non si trova su Google, allora significa che non esiste.
In realtà, Google non solo non è in grado di rispondere a domande dirette, ma non è nemmeno onnisciente. Per quanto sia sempre meno frequente, può capitare che il motore di ricerca non sia in grado di trovare alcun risultato legato alle keyword utilizzate, mostrando una pagina bianca accompagnata magari da qualche suggerimento per affinare la ricerca. Ed è qui che in suo aiuto arriva Justin Kemp con il suo lavoro Adding to the Internet.

Justin Kemp, Adding to the Internet
Justin Kemp, Adding to the Internet

L’artista statunitense usa lo strumento di ricerca per immagini inserendo improbabili combinazioni di parole chiave, combinazioni per le quali Google non è in grado di fornire risultati. Successivamente, queste frasi vengono tradotte in un’opera composta assemblando gli oggetti così come vengono descritti dalle keyword (che saranno anche il titolo del lavoro). Una volta realizzata l’opera, Kemp la fotografa per poi caricarla online: l’immagine è stata quindi effettivamente “aggiunta a Internet”, in attesa di essere indicizzata dai motori di ricerca.
L’intera operazione può essere letta in più modi: un banale quanto indispensabile servizio offerto alla comunità di internauti, il cui scopo non è altro che andare a riempire il vuoto riscontrato dall’artista, ma anche una critica, espressa con geniale ironia, alla presunta infallibilità di Google.

Matteo Cremonesi

www.justinkemp.com

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #12

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Matteo Cremonesi
Matteo Cremonesi (Brescia, 1984) si occupa di arte e nuovi media, interessandosi in particolar modo delle implicazioni sociali e politiche che le nuove tecnologie producono nel mondo contemporaneo. E' docente di “Cibernetica e teorie dell'informazione” presso l'Accademia di Brera e collabora attivamente con il Link Center For the Arts of the Information Age in qualità di coordinatore del settore educativo. E' membro del collettivo artistico IOCOSE con il quale ha presentato i propri lavori in diverse sedi nazionali e internazionali. Nato nel 2006, il gruppo organizza azioni liminali volte a sovvertire le ideologie, le pratiche e i processi di identificazione e costruzione del significato, concependo le strade, Internet e il passaparola come terreni di battaglia.
  • TheStylist

    Mah…