Olbania. Un autoritratto online

Spesso il web viene considerato una finestra sul mondo, uno strumento che permette non solo di guardare verso ciò che sta là fuori, ma anche di vedere dall’esterno ciò che sta dentro. Discorso valido anche in Albania?

Alterazioni Video - Olbania - 2011

Se per anni in Albania lo strumento principe nell’offrire uno sguardo sul mondo esterno è stato il televisore, l’incremento di massa dell’utilizzo della Rete verificatosi tra il 2009 e il 2010 ha significato non solo una diffusione capillare della nuova tecnologia, ma anche un cambiamento sociale capace di investire  l’immaginario della popolazione. Il mito di un Occidente ricco e relativamente vicino e raggiungibile – quello italiano – è stato rimpiazzato dall’immagine di un benessere occidentale geograficamente molto più distante: statunitense e hollywoodiano.
Mentre gli albanesi guardavano verso Hollywood attraverso la Rete, si esponevano a loro volta agli occhi del mondo, lasciando tracce e testimonianze di sé. L’utilizzo dei social network li trasformava negli autori stessi della propria rappresentazione.
È guardando a questo particolare e inconsapevole autoritratto che Alterazioni Video ha realizzato il progetto Olbania (2011). Gli artisti hanno raccolto un’enorme quantità di materiale visivo, un repertorio di immagini che ha condotto il collettivo artistico in un viaggio attraverso un Paese mai visitato realmente ma, ciò nonostante, vissuto direttamente con gli occhi degli albanesi.

Alterazioni Video – Olbania – 2011

Il risultato? Una mappatura composta da 615 polaroid che traccia l’identità di un popolo mostrandoci le facce, le case e i momenti intimi e quotidiani di decine di persone; raccontando della capacità di assimilare, reinventare e mixare stimoli e influenze culturali diversificate. Un’identità nazionale che prende forma dall’incontro tra canzoni popolari e frasi scritte in un inglese sgrammaticato, capre e Mercedes, smartphone e carretti in legno, passando per il folklore dei costumi tradizionali e l’amore incondizionato per la bandiera.

Matteo Cremonesi

www.alterazionivideo.com

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #7

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Matteo Cremonesi
Matteo Cremonesi (Brescia, 1984) si occupa di arte e nuovi media, interessandosi in particolar modo delle implicazioni sociali e politiche che le nuove tecnologie producono nel mondo contemporaneo. E' docente di “Cibernetica e teorie dell'informazione” presso l'Accademia di Brera e collabora attivamente con il Link Center For the Arts of the Information Age in qualità di coordinatore del settore educativo. E' membro del collettivo artistico IOCOSE con il quale ha presentato i propri lavori in diverse sedi nazionali e internazionali. Nato nel 2006, il gruppo organizza azioni liminali volte a sovvertire le ideologie, le pratiche e i processi di identificazione e costruzione del significato, concependo le strade, Internet e il passaparola come terreni di battaglia.
  • marta

    Il progetto molto intrigante di AV, è stato realizzato nel contesto di ARCiPELAGO BALKANI, a cura di Claudia Zanfi, presentato, tra gli altri appuntamenti internazionali, al Docva/Via Farini; al Tirana Ekspres Space in Albania.