Kernel. Non solo festival

È tempo di festival estivi. Anche nell’ambito della new media art. Venerdì ne apre uno giovane giovane, in quel di Desio. È il Kernel, che ha anche una divisione lab. Grazie alla quale si potrà andare in residenza a Barcellona.

Kernel Festival

Che l’Italia sia in ritardo, in termini di supporto istituzionale alla new media art, è quasi un luogo comune. A fronte di una lunga tradizione di festival e media center, emersi negli Anni Ottanta in Europa Centrale per diffondersi in tutto il mondo nel corso degli ultimi due decenni, l’Italia può opporre solo un tessuto anche abbastanza fitto e distribuito, ma discontinuo per qualità e scala, di eventi temporanei, emersi per lo più nel corso del nuovo millennio.
Sotto molti punti di vista, il Kernel Festival non fa eccezione. Inaugurato a Desio nell’estate del 2011, l’evento brianzolo è il punto d’arrivo del paziente lavoro di tessitura sviluppato da AreaOdeon, un’associazione culturale fondata a Monza nel 2005 dall’artista e architetto Marcello Arosio e cresciuta nel tempo fino a comprendere una decina di giovani collaboratori. AreaOdeon ha proceduto con discrezione, producendo installazioni di arte urbana, rassegne, mostre, eventi performativi e workshop, fino a mettere assieme la rete di supporto necessaria per dar vita all’ambizioso progetto di Desio: “Un festival che intende raccogliere le avanguardie della sperimentazione e la ricerca negli ambiti della musica elettronica, l’audiovisual mapping, l’arte digitale e interattiva e l’architettura effimera” e che si appresta ora a varare la seconda edizione, sempre ospitata dalla maestosa, piermariniana Villa Tittoni Traversi, dal 29 giugno al 1° luglio.

Kernel Festival

Un programma affiancato quest’anno dal Kernel Lab, un progetto di formazione per giovani artisti articolato in quattro laboratori che si concluderanno per i migliori con una residenza di un mese all’Hangar di Barcellona. Un vero laboratorio, insomma: che nel suo mix di radicamento territoriale e connessioni internazionali, continuità di lavoro ed energie giovani, promette di evolvere in qualcosa di più solido dell’ennesimo, effimero festival di arti elettroniche.

Domenico Quaranta

www.kernelfestival.net

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #6

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Domenico Quaranta
Domenico Quaranta è critico e curatore d’arte contemporanea. Come critico, collabora regolarmente a Flash Art; i suoi saggi, recensioni e interviste sono comparsi in riviste, giornali e portali online. Ha pubblicato diversi libri, fra cui: NET ART 1994 - 1998. La vicenda di Äda’web (Vita & Pensiero, Milano 2004); GameScenes. Art in the Age of Videogames (Johan and Levi, Milano 2006, curato con M. Bittanti) e Media, New Media, Postmedia (Postmedia Books, Milano 2010) Ha curato e co-curato diverse mostre in Italia e all'estero, fra cui: Connessioni Leggendarie. Net.art 1995-2005 (Milano 2005); Holy Fire. Art of the Digital Age (Bruxelles 2008); RE:akt! | Reconstruction, Re-enactment, Re-reporting (Bucharest – Lijubliana – Rijeka – Maribor, 2009 - 2010); Hyperlucid (Biennale di Praga 2009); Playlist. Playing Games, Music, Art (LABoral, Gijon 2009 – 2010 e iMAL, Bruxelles 2010); Italians Do It Better!! (Biennale di Venezia, Eventi Collaterali, 2011) e Collect the WWWorld. The Artist as Archivist in the Internet Age (Brescia, Spazio Contemporanea 2011; Basilea, House of Electronic Arts 2012). Ha tenuto numerose conferenze e insegna presso l'Accademia di Belle Arti di Brera a lo IULM di Milano. (photo Alessandra Giotto)