Schwitters o non Schwitters?

Le pagine di Artribune Magazine (in versione cartacea) dedicate ai new media sono, come tutte le altre rubriche, arricchite da una coppia di sotto-rubriche. Avete presente quei box sulla pagina di destra? Ecco, uno dei due è firmato da Domenico Quaranta, e tratta di “Laboratori”. Iniziando da Stoccarda…

Helena Dams - I Can Has History - 2009

Tra le scuole di media design, la Merz Akademie di Stoccarda occupa un posto del tutto particolare. Sorprendentemente, qualche indizio in questo senso si trova già nello statement del direttore, di solito formale e superfluo: “L’obiettivo dell’insegnamento della Merz Akademie è di addestrare gli studenti di design a lavorare come autori di media indipendenti, consapevoli delle implicazioni estetiche, culturali e scientifiche del loro lavoro, e capaci di analisi critica. Una società la cui realtà è sempre più influenzata dai media ha bisogno di designer che possano fornire un orientamento e una guida”. Il direttore, per inciso, si chiama Markus Merz.
Insomma, Kurt Schwitters non c’entra. Fondata nel 1918, la scuola propone un corso in Art, Design and Media articolato in tre percorsi: Film and Video, Interface Design e Visual Communication; ma è soprattutto il secondo, guidato dall’artista Olia Lialina e da Mario Doulis, il principale responsabile di quello stile che sembra essere diventato il marchio di fabbrica della Merz. Per farvi un’idea, indirizzate il vostro browser sul sito dei progetti degli studenti: un lungo, irresistibile portfolio di mostre, eventi, progetti online, pubblicazioni, interventi urbani, esperimenti di realtà virtuale, game design.

Gli studenti della Merz Akademie di Stoccarda

Colpisce, in particolare, l’approccio ludico e sovversivo, la capacità di progettare al di là degli hype e delle mode, l’attenzione per il “digital folklore” analizzato da Olia Lialina e Dragan Espenschied (anche lui docente alla Merz) nell’omonimo libro, pubblicato da Merz & Solitude, altro fiore all’occhiello della scuola. Non stupisce che molti di questi progetti abbiano stimolato un’attenzione che va ben al di là dei limiti di solito riservati a lavori di scuola. In fondo, Kurt Schwitters c’entra, eccome.

Domenico Quaranta

nm.merz-akademie.de

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #3

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Domenico Quaranta
Domenico Quaranta è critico e curatore d’arte contemporanea. Come critico, collabora regolarmente a Flash Art; i suoi saggi, recensioni e interviste sono comparsi in riviste, giornali e portali online. Ha pubblicato diversi libri, fra cui: NET ART 1994 - 1998. La vicenda di Äda’web (Vita & Pensiero, Milano 2004); GameScenes. Art in the Age of Videogames (Johan and Levi, Milano 2006, curato con M. Bittanti) e Media, New Media, Postmedia (Postmedia Books, Milano 2010) Ha curato e co-curato diverse mostre in Italia e all'estero, fra cui: Connessioni Leggendarie. Net.art 1995-2005 (Milano 2005); Holy Fire. Art of the Digital Age (Bruxelles 2008); RE:akt! | Reconstruction, Re-enactment, Re-reporting (Bucharest – Lijubliana – Rijeka – Maribor, 2009 - 2010); Hyperlucid (Biennale di Praga 2009); Playlist. Playing Games, Music, Art (LABoral, Gijon 2009 – 2010 e iMAL, Bruxelles 2010); Italians Do It Better!! (Biennale di Venezia, Eventi Collaterali, 2011) e Collect the WWWorld. The Artist as Archivist in the Internet Age (Brescia, Spazio Contemporanea 2011; Basilea, House of Electronic Arts 2012). Ha tenuto numerose conferenze e insegna presso l'Accademia di Belle Arti di Brera a lo IULM di Milano. (photo Alessandra Giotto)