The Second Summer of Love, la serie di film prodotta da Gucci e Frieze sulla musica anni Ottanta

Il mitico brand italiano, in collaborazione con la rivista d’arte contemporanea Frieze, ha prodotto una trilogia di film d’artista dedicata al fenomeno della musica elettronica e della rave culture che si diffuse in tutto il mondo negli anni Ottanta. Con tre registi d’eccezione: gli artisti Wu Tsang, Jeremy Deller e Josh Blaaberg

Everybody in The Place: An Incomplete History of Britain 1984-1992, Jeremy Deller
Everybody in The Place: An Incomplete History of Britain 1984-1992, Jeremy Deller

Dopo avervi parlato dell’inaugurazione, avvenuta nel dicembre 2017, del concept store a Miami in occasione della Art Basel week, della grande festa d’apertura dello scorso gennaio di un museo-boutique che sorge all’interno di Palazzo della Mercanzia a Firenze, e dell’apertura di uno spazio a New York che sorge a SoHo, al numero civico 63 di Wooster Street, Gucci – il brand fondato a Firenze nel 1921 e oggi diretto da Alessandro Michele – si conferma tra le aziende di moda più attive nell’ambito di iniziative e progetti che coinvolgono le arti visive, performative e anche cinematografiche. È il caso di Into a Space of Love, il film diretto da Wu Tsang che la maison ha prodotto in collaborazione con la rivista d’arte contemporanea Frieze, il primo di una trilogia di documentari che celebra il trentesimo anniversario della seconda Summer of Love, l’esplosione di musica elettronica e rave culture che si diffuse in tutto il mondo negli anni 1988-89. Proprio in questi giorni Gucci ha rivelato i registi degli altri due film della serie, Everybody in The Place: An Incomplete History of Britain 1984-1992 e Distant Planet: The Six Chapters of Simona. Il primo è diretto da Jeremy Deller, il secondo da Josh Blaaberg. I due film saranno proiettati allo spazio cinema Gucci Wooster a New York fino al 20 luglio, con quattro proiezioni speciali al giorno. A ottobre poi l’intera trilogia sarà proiettata in occasione di Frieze London, con dibattiti che vedranno la partecipazione dei tre registi.

Everybody in The Place: An Incomplete History of Britain 1984-1992, Jeremy Deller
Everybody in The Place: An Incomplete History of Britain 1984-1992, Jeremy Deller

UN FENOMENO INTERNAZIONALE…

La serie The Second Summer of Love esamina la persistente influenza dell’acid house nella cultura contemporanea internazionale, facendone risalire l’origine alla scena disco dell’Italia della metà degli anni ‘80, con l’introduzione di suoni europei sintetizzati nelle fiorenti culture house e techno di Chicago, Detroit e New York, fino alla frattura permanente dell’identità britannica e alla sua ricostruzione attraverso il fenomeno dei rave. Se con il primo film della serie, Into a Space of Love, Wu Tsang esamina la storia e l’eredità della house music newyorkese, radicata nelle esperienze di vita di una comunità queer, prevalentemente di neri e latini, e nelle lotte dei movimenti di liberazione queer delle persone di colore, in Everybody in The Place: An Incomplete History of Britain 1984-1992 il vincitore del Turner Prize 2004 Jeremy Deller racconta la nascita del fenomeno dell’acid house e dei rave nel Regno Unito, ponendoli al centro dei grandi cambiamenti sociali che sconvolgono la Gran Bretagna negli anni ‘80. Materiali d’archivio rari o inediti raccontano la storia, dai movimenti di protesta ai rave party nei capannoni abbandonati, l’agitazione degli operai che tracima nello sfogo caotico sulla pista da ballo. Nel film è presente una classe di studenti di politica dell’ultimo anno delle superiori che scopre queste storie per la prima volta, esaminando questa narrativa familiare dalla prospettiva di una generazione per la quale si tratta già di un passato remoto.

Distant Planet: The Six Chapters of Simona. Josh Blaaberg
Distant Planet: The Six Chapters of Simona. Josh Blaaberg

…CHE TOCCA ANCHE L’ITALIA (FORSE)

Il terzo film di The Second Summer of Love, diretto dal regista e artista figurativo Josh Blaaberg, è Distant Planet: The Six Chapters of Simona, un documentario che esamina il fenomeno della musica disco italiana degli anni Ottanta, spesso vista come la sorella povera del pop USA e britannico, sulla base di una gerarchia culturale fondata su una serie di presupposti condivisi e relativi all’idea di nazione, lingua, identità e originalità. In Distant Planet, Josh Blaaberg mescola fantasia, materiale d’archivio e interviste immaginando un universo dove la New York della metà degli anni ’80 si scatena per le più recenti novità dell’Italo disco, e dove fontane da cui sgorga Campari vengono erette per decreto presidenziale. Il film dà spazio al genere in tutto il suo fascino e illusorietà, celebrando le anonime star che cantavano in un inglese preso in prestito, con nomi d’arte americani.

– Desirée Maida

www.gucci.com

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.