La moda sbarca a Ca’ Pesaro. Il mito di Fiorucci in mostra a Venezia

Elio Fiorucci e il suo rapporto con l’arte. A Ca’ Pesaro a Venezia una mostra racconta la storia, i retroscena e le collaborazioni internazionali con architetti ed artisti dello stilista milanese…

Elio Fiorucci a Ca' Pesaro
Elio Fiorucci all’interno del suo ufficio, 2004

Una storia importante per l’imprenditoria italiana. Una come tante, almeno all’inizio. Siamo nel 1950, nella Milano del boom economico. L’ultimo di tre figli inizia a lavorare nella bottega del padre che produceva pantofole. Ma il suo destino era un altro: arrivare a conquistare non solo Milano, ma anche New York e Londra. Stiamo parlando di Elio Fiorucci (Milano, 1935 – Milano, 2015) la cui storia è al centro della mostra Epoca Fiorucci a Ca’ Pesaro a Venezia.

DA MILANO A LONDRA E NEW YORK

Troppo piccola Milano per Fiorucci e forse anche troppo provinciale. Il primo negozio aperto in città sconvolge per colori, la musica e l’architettura. Ne aveva affidato la progettazione ad una giovane scultrice, Amalia Del Ponte. Il primo store di Fiorucci inaugura il 31 maggio 1967 in Galleria Passarella. Uno shock per la città abituata allo stile classico delle boutique. L’innovazione di Fiorucci parte proprio da qui. Diventa un fenomeno internazionale ed inaugura prima a Londra nel 1975 e poi a New York nel 1984. Un marchio inconfondibile i due cherubini uno moro e l’altro biondo che ne contraddistinguono lo stile: unico dal sapore giovane e soprattutto trasgressivo. Minigonne, jeans, t-shirt sono i simboli della sua moda. “Londra è la città da dove sono partito e mi sono ispirato” raccontava Fiorucci durante un’intervista su La7, “come idea di un cambiamento e di una possibilità di avere dei negozi diversi che non fossero come quelli tradizionali. Lo store di New York ha suscitato una curiosità in tutta la città intellettuale perchéè lì c’erano solamente Gucci e Ferragamo. (…) Quando siamo sbarcati noi è arrivata la modernità di un’Italia con architetti e vestiti d’avanguardia che nessuno si aspettava. Per cui in quel periodo abbiamo suscitato un grande scalpore da parte di tutti: intellettuali, critici, clienti e la stampa stessa.”

FIORUCCI TRA MODA, ARTE E MUSICA

Ma Fiorucci non è solo moda. Ma anche amore e collaborazione con grandi artisti degli anni ’70. Andy Warhol rimase così tanto colpito dallo store newyorkese da scegliere una delle vetrine per il lancio del suo giornale Interview. E ancora Keith Haring, 1984, a cui venne affidato il restyling del negozio milanese. E anche una giovane Madonna che partecipò al party organizzato allo Studio 54 per festeggiare i quindici anni di carriera dello stilista. “È stato una sorta di Marcel Duchamp”, dice di Fiorucci Aldo Colonetti, filosofo e storico dell’arte “non solo della moda ma, si potrebbe dire, nel modo di disegnare le cose, gli spazi, le relazioni tra l’oggetto e la persona”. E Fiorucci stesso racconta il suo modus operandi “per cercare idee nuove e progettare, è necessario guardare gli altri, andare al di là delle apparenze, leggere tra le righe dei linguaggi, non solo della moda, ma soprattutto della vita quotidiana. Moda per me significa i diversi modi di vivere il proprio corpo, le proprie abitudini, così che ciascuno sia in grado di essere se stesso”.

“EPOCA FIORUCCI” UNA GRANDE MOSTRA A CA’PESARO

Proprio al rapporto tra Elio Fiorucci e la moda, l’arte e l’architettura, Ca’ Pesaro ha deciso di dedicare una mostra. Uno stilista ed un uomo che ha cambiato le regole della moda nell’Italia degli anni ’60. Il taglio dell’esposizione come dichiarato sarà anticonvenzionale come la sua carriera. Sarà allestito infatti un grande mercato che raccoglie un’antologia unica di prodotti, oggetti, manifesti e documentazione di eventi. Infine verrà anche realizzato un grande catalogo con le testimonianze di coloro che l’hanno conosciuto o che hanno collaborato con lui, tra cui grandi personaggi del mondo dell’arte come Gillo Dorfles, scomparso da poco, e Aldo Colonetti.

–   Valentina Poli

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Valentina Poli
Nata a Venezia, laureata in Conservazione e Gestione dei Beni e delle Attività Culturali presso l'Università Ca' Foscari di Venezia, ha frequentato il Master of Art presso la LUISS a Roma. Da sempre amante dell'arte ha maturato più esperienze nel settore della didattica progettando e gestendo laboratori, in quello della preparazione di piccoli e grandi eventi culturali, nel settore delle gallerie d'arte e in campo giornalistico con collaborazioni con riviste del settore. Oggi vive a Roma.
  • Maria De Falco Marotta

    Ma quale contrasto con Fiorucci? Proprio alcuno, perché con i suoi modelli strampalati, le sue visioni eccentriche del vivere, ha portato molta gioventù a “crescere” ed aprire gli occhi su come stata cambiando il futuro.