Alla 93. Edizione di Pitti Uomo a Firenze vincono lo sport e l’abito come progetto. Il report

La 93esima edizione di Pitti chiude e passa la palla a Milano lasciando agli spettatori una immagine diversa dal solito. Grazie anche all’allestimento di Sergio Colantoni che ha visualizzato i temi della fiera in una serie di grandi manifesti cinematografici nella Fortezza dal Basso.

Gucci Garden, Palazzo della Mercanzia, Firenze
Gucci Garden, Palazzo della Mercanzia, Firenze

La 93. Edizione di Pitti chiude lasciando un’immagine inedita negli spettatori. Sarà anche grazie all’allestimento di Sergio Colantoni che ha creato un clima surreale, più rigoroso del solito e che, forse volontariamente o forse no, ha fatto riflettere gli spettatori su alcune storie di moda. Ogni sezione del programma era infatti in forma di film, i titoli e le immagini campeggiavano nel cuore della fiera, trasformandola in una Megamultisala della moda. Bastava scegliere “la sala” e godersi uno spettacolo con interpreti di livello sempre molto alto ed internazionale. Chiarissimo l’omaggio al cinema e al rapporto tra la moda e la settima arte, un tema molto attuale dettato anche dalla consapevolezza di quanto il costume sia uno dei settori più rappresentativi del made in Italy, sia per prestigio che per produzione. Se pensiamo a figure come Milena Canonero e al suo successo mondiale capiamo quanto quello tra arte e cinema sia un legame da rivalutare costantemente.

IL GIARDINO DI GUCCI

Primo appuntamento in fiera il magico GucciGarden: l’ennesima invenzione del Re Sole della Moda Alessandro Michele che, con l’aiuto dell’estro colto di Maria Luisa Frisa, ha rielaborato lo spazio perché non fosse più solo un Museo. Un grande occhio al neon, che dalla facciata di Palazzo della Mercanzia guarda Firenze, invita gli spettatori ad entrare nella dimensione fiabesca del GucciGarden. Lo spazio diventa una corte e una giostra, un vortice dove si incrociano opere di artisti contemporanei, pezzi del preziosissimo archivio, documenti della sapiente opera artistica e artigianale della maison e dove c’è la possibilità di portarsi via un pezzo su misura fatto solo per quel luogo, che sia un pacchetto di fiammiferi o una borsa. A completare la favola c’è il vivandiere, lo chef Massimo Bottura che, per affinità creativa con Alessandro Michele, vi ha aperto la GucciOsteria.

SFILATE E PRESENTAZIONI

Così, attraversando la città a fatica, tra un cantiere e l’altro, si raggiungono il nuovo store di Moncler, una boutique importante nel centro esclusivo dello shopping fiorentino, che rafforza la presenza del brand in Italia. Tappa successiva, l’inaugurazione dei nuovi uffici e showroom della storica azienda Il Bisonte dentro Palazzo Corsini. Red carpet, invece, per la presentazione della Denim Revolution di Replay all’ex-manifattura Tabacchi, con una sfilata spettacolare con guest come Adrien Brody, Bar Refaeli, Alessandro Cattelan e Miriam Leone. Significative le sfilate per mostrare, in luoghi storici o industriali, collezioni concettuali per uomini che sembrano protagonisti di un raffinato fumetto: tra queste le presentazioni di Undercover eTakahiromiyashita the Soloist, che sfilano insieme. La tendenza stilistica di questi momenti, dal post-atomico allo streetwear più esasperato, si conferma nella fiera vera e propria.

L’ESTETICA DELL’EMERGENZA

A vincere, inoltre, lo stile sportswear e l’artigianato inteso come maker, due mood che si combinano in quella che possiamo definire un’estetica dell’emergenza. Tecnologia artigianale insieme alla necessità di far fronte a nuove problematiche di vita generano un nuovo funzionalismo ed un design sempre più estremo, nelle forme, nei materiali e nei contenuti. Le grandi aziende chiedono ai giovani talenti di usare la loro storia per ripensarla, così faMini nel progetto “Rethinking Identity” con quattro talents internazionali per interpretare il DNA di un brand storico in creazioni uniche. [email protected] presenta invece una selezione di collezioni super innovative, realizzate grazie a Reda, da 5 brand che hanno declinato le innumerevoli caratteristiche del tessuto in collezioni atletiche contemporanee. Urban Panoram, L’Altro Uomo, Unconventional, Futuro Maschile, My Factory, Make the new Makers, Touch, The Contemporary Classic, Open beyond genders, I Play: the new sportswear, e la sperimentazione della Finlandia paese guest, hanno accolto inoltre in quattro giorni un numero complessivo di 36 mila visitatori tra cui 25 mila buyer.

UN SETTORE IN CRESCITA

Una crescita che si misura con un 2,5% in più dall’edizione precedente che rappresenta l’1,5% per il mercato italiano. All’afflusso di buyers affezionati come Corea, Russia, Francia, Olanda, Giappone, Stati Uniti, Austria e Portogallo, si aggiungono quelli provenienti da Messico, Australia, Brasile e India con un exploit dei paesi dell’ Europa dell’Est. “E’ un bilancio molto positivo, nei numeri e nell’atmosfera di grande vivacità che abbiamo vissuto in queste giornate”, dice Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine. “Ancora una volta ci tengo a sottolineare il grande lavoro fatto dalle aziende espositrici, la ricerca, l’innovazione, l’eccellenza manifatturiera e la qualità stilistica che hanno saputo esprimere nelle loro collezioni. I feedback raccolti a caldo raccontano di una grande dinamicità in Fortezza – al centro di un complesso (ma promettente) sistema di cantieri che cambieranno la rete viaria dell’intera area – e in città. Insieme a tutto ciò, ovviamente, c’è anche una forte soddisfazione per il numero e l’importanza dei compratori presenti: tutti i migliori negozi e department store internazionali e i più importanti shop online. A rafforzare la soddisfazione e i toni positivi della manifestazione un ricco e multiforme calendario di eventi speciali, anniversari e première internazionali, così come tante le iniziative mirate a promuovere i brand emergenti e i giovani designers. Una nuova stagione della moda internazionale è partita da Firenze, e lo ha fatto nel migliore dei modi”.

-Clara Tosi Pamphili

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Clara Tosi Pamphili
Clara Tosi Pamphili si laurea in Architettura a Roma nel 1987 con Giorgio Muratore con una tesi in Storia delle Arti Industriali. Storica della moda e del costume, ha curato mostre italiane e internazionali, cataloghi e pubblicazioni. Ideatrice e curatrice di A.I.artisanal intelligence, evento che si svolge due volte l'anno per promuovere nuovi designer di moda in collaborazione con gallerie di arte contemporanea. Svolge attività di ricerca delle arti applicate nella moda collaborando con le più importanti sartorie teatrali e di moda italiane e internazionali. Ha diretto didatticamente l'Accademia di Costume e di Moda dal 2005 al 2007. Ha insegnato Storia del Design di Moda e Tecniche di Ricerca all'Accademia di Costume e di Moda e alla Facoltà di Architettura di Roma Ludovico Quaroni fino al 2011. Attualmente è consigliere di amministrazione di Altaroma, dove si occupa di progetti di ricerca e sviluppo delle nuove tendenze con particolare attenzione al legame fra moda e arte. Collabora con il Maxxi e altre istituzioni per la creazione di eventi culturali sulla moda. Risiede e lavora a Roma.