Lo stilista Marios sceglie l’arte per presentare la nuova collezione. Opere di Jonathan Vivacqua

È Jonathan Vivacqua l’artista scelto dal brand Marios da sempre attento alle interconnessioni tra moda e cultura contemporanea, per la collezione primavera-estate 2018. Una collaborazione che parte dal display scenografico per arrivare al cuore della collezione.

Jonathan Vivacqua per Marios
Jonathan Vivacqua per Marios

Le collaborazioni con artisti e designer sono un segno distintivo del brand di moda Marios fin dalla sua prima collezione nel 2002. Originale, sperimentale, innovativo, il marchio esplora la linea di confine tra moda ed arti visive per dar vita a collezioni che provano ad indagare la contemporaneità usando strumenti e stimoli provenienti dalla street culture e dall’arte underground.

Sfilata Marios 2018
Sfilata Marios 2018

IL BRAND

Marios non è il nome di un solo designer, ma un marchio nato nel 2002 dalla collaborazione tra il cipriota Mayo Loizou e il polacco Leszek Chmielewski che si sono incontrati in Italia mentre studiavano a Firenze, il primo moda e il secondo danza contemporanea. Fin dagli inizi Marios ha sempre avuto insito dentro di sé la contaminazione tra i generi. “Non ho mai creduto alle divisioni nette”, ci dice Mayo Loizou, “ed ho sempre cercato di trovare un equilibrio tra estetica e funzionalità sviluppando vestiti contemporanei, unisex e convertibili per uso quotidiano. La collaborazione con gli artisti è una conseguenza naturale del nostro approccio che dà vita ad un prodotto che non è solo moda ma è figlio di un processo culturale”.

Goshka Macuga per Marios
Goshka Macuga per Marios

GLI ARTISTI

Jonathan Vivacqua (Como, 1986) è l’artista scelto per la collezione Primavera / Estate 2018. Prima di lui Marios ha già collaborato con altri artisti come Paolo Gonzato, Simone Rainer, Alessandro di Pietro. “Seguo il lavoro del brand da tempo”, ci racconta Vivacqua, “ed ho sempre trovato interessante il fatto che sia un brand sperimentale attento alle esigenze di un pubblico giovane. Non solo, Marios è molto vicino all’arte contemporanea, conosceva il mio lavoro minuziosamente e per questo, quando mi ha proposto una collaborazione, ho accettato con entusiasmo”. L’intervento di Vivacqua parte dal display, dalla costruzione della scenografia intorno alla quale Marios ha costruito la sfilata celebrativa dei suoi 15 anni di vita, per arrivare a toccare il cuore della collezione. Una grande scultura, imponente e al tempo stesso leggera, si erge al centro della sfilata prima e dello showroom poi assumendo ora la forma di totem intorno al quale si muovono le modelle, ora quella di installazione su cui poggiare gli abiti. Ma l’intervento dell’artista non si è limitato alla scultura ma ha riguardato anche la collezione. Sono state realizzate due magliette che riportano le stampe di due opere di Vivacqua e una linea di orecchini. “Marios mi ha chiesto di pensare ad una linea di gioielli”, racconta l’artista, “ed io ho voluto realizzare una serie di orecchini, di grandi dimensioni, pensati come sculture da indossare. Ed in effetti, gli orecchini ricordano molto le mie sculture: sono geometrici, leggeri ma al tempo stesso enormi, quasi al limite dell’indossabile. Ciononostante la linea sta riscuotendo grande interesse e per questo presto andrà in produzione.”

– Mariacristina Ferraioli

Milano// fino al 20 ottobre 2017

MARIOS Showroom
Via Novi 2 – Milano
http://marios.eu

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.