L’omaggio di Urban Decay a Basquiat. Collezione speciale, mixando arte e make-up

Irresistibile il packaging, intensi e a volte audaci i colori, scaltra la comunicazione. Che pesca dall’immaginario pop, tra graffiti culture e icone dell’arte. Urban Decay e la sua collezione di trucchi dedicata a Basquiat.

Urban Decay X Basquiat
Urban Decay X Basquiat

Urban Decay, da 20 anni leader in America per il settore del make-up, marchio tra i più trendy e iconici in fatto di ricerca sul colore, audacia creativa, esprit metropolitano e appeal comunicativo, ha lanciato in queste ore sul suo profilo Instagram una nuova capsule collection.
Il brand dai connotati gothic-punk-chic, che ha scelto proprio il viola e due lettere gotiche come segni grafici distintivi, scommette sul fascino dell’arte contemporanea e su una delle figure ribelli più amate dal grande pubblico. Dedicata a Jean-Michel Basquiat, la linea comprende 12 prodotti: due palette di ombretti, un blush in quattro tinte, tre gradazioni di rossetti, le matite per occhi in tinte estreme, che assomigliano a dei pastelli da disegno, e infine le pochette. Il tutto modulato nei toni del beige/marrone (a richiamare probabilmente la pelle dell’artista afroamericano) e del viola/prugna, leitmotiv del brand, simbolo di mistero e trasgressione. Tocchi di azzurro acceso, grigio metallico, blu cobalto, rosa, giallo fluo e verde acido riportano alla straordinaria sensibilità di Basquait per il colore e alla sua vocazione per un’arte esplosiva, tanto inquieta quanto radiosa.

Urban Decay X Basquiat
Urban Decay X Basquiat

NUANCE E ASTUCCI IN ONORE DI BASQUIAT

Ogni sfumatura ha un nome, associato al mondo dell’artista, alla New York anni Ottanta e all’arte contemporanea: dalla matita Post Punk al rossetto Abstract, dal fard NoHo agli ombretti Graffiti, Untitled e Not For Sale (stranamente assente la tag Samo, sostituita da un più generico Pseudonym).  Ma la vera chicca sono gli astucci. Un packaging curatissimo, che riproduce disegni e frammenti di tele. Fino al celebre logo a forma di corona, con cui Basquiat firmava muri, schizzi, dipinti.
Come Urban Decay, Basquiat era un outsider che ha sfidato lo status quo e utilizzato il colore in modi non tradizionali“, ha spiegato la casa cosmetica. “Dal suo lavoro coi graffiti al modo in cui mescola medium e colori, fino alle sue posizioni contro le ingiustizie sociali, è difficile immaginare qualcosa che sia più calzante per il nostro brand”.
E a proposito dei frequenti riferimenti al razzismo nei lavori di Basquiat, c’è già chi solleva una piccola polemica. Le foto della campagna pubblicitaria mostrano splendide ragazze, coperte di acrilici scintillanti. Nessuna modella nera però. Un’omissione volontaria per non scadere nel banale, o una gaffe del team di creativi UD?
La collezione sarà disponibile a partire dal prossimo 20 aprile.

– Helga Marsala

www.urbandecay.com/

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.