Calzature ad arte. Manolo Blahnik in mostra a Milano

Vere e proprie icone della moda internazionale, le scarpe disegnate dal couturier spagnolo sono in mostra a Palazzo Morando. Svelando un immaginario che affonda le radici nella Storia, nel cinema e anche nella cultura del Belpaese.

Eleganza raffinata, stile inconfondibile, forme strutturate: le scarpe di Manolo Blahnik (Santa Cruz de la Palma, 1942) sono considerate capolavori, non solo dal mondo della moda. Oggetti del desiderio delle protagoniste di Sex and the City, la serie TV che ha fatto conoscere il brand in tutto il mondo, le iconiche calzature sono protagoniste della grande mostra milanese a Palazzo Morando dal titolo The Art of Shoes, un omaggio ai quarantacinque anni di carriera del couturier spagnolo. Nelle sale settecentesche del museo meneghino dedicato al costume e alla moda, è possibile ammirare oltre duecento creazioni e ottanta disegni e bozzetti dello stilista.

MODELLI ILLUSTRI

Curata da Cristina Carrillo de Albornoz, attraverso un percorso espositivo che si snoda in sei sezioni, la mostra svela le fonti d’ispirazione e le passioni che si celano dietro le scarpe dello stilista. Tra le sue muse ci sono figure storiche, da Caterina II di Russia a Paolina Bonaparte, ma anche donne che hanno significato molto per lui e sono entrate a far parte della sua vita, Paloma Picasso, Anna Piaggi, Bianca Jagger, per citarne solo alcune. Anche il mondo del cinema è presente nell’immaginario evocato dalle sue calzature: la Parigi della Maria Antoinetta di Sofia Coppola o la malinconica bellezza del mondo rurale settecentesco del Barry Lyndon di Stanley Kubrick. Questi richiami confluiscono nel design di ogni modello, individualmente e meticolosamente scolpito su misura da Blahnik, che progetta personalmente tutte le sue scarpe.

Manolo Blahník. Photo Luca Laversa per Arthemisia Group

Manolo Blahník. Photo Luca Laversa per Arthemisia Group

BLAHNIK E L’ITALIA

Dopo aver abbozzato un’idea su carta e averla disegnata su una forma tridimensionale in plastica, il couturier taglia la sagoma e crea un campione indicando la posizione degli ornamenti. Il campione viene poi mandato a fabbriche dell’hinterland milanese, che realizzano il prototipo. Non sono solo le aziende manifatturiere a legare Blanhik al nostro Paese. Anche l’arte e la cultura italiana hanno influenzato il suo stile – dalla scultura greco-romana all’eleganza di Luchino Visconti con il barocco siciliano del Gattopardo. Da qui la scelta di Milano come prima città ospite della sua mostra itinerante. Prossime tappe? Il Museo dell’Hermitage di San Pietroburgo, il Museum Kampa di Praga nella Repubblica Ceca, patria di suo padre, e infine il Museo Nacional de Artes Decorativas di Madrid, omaggio di Manolo Blanhík alla sua terra natale.

Federica Liparoti

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