L’alta moda di Hoang Minh Ha. Venti nuovi dal Vietnam

L’haute couture vietnamita ha un nuovo astro nascente. Si chiama Hoang Minh Ha e ha il senso della seduzione nel cuore. Abiti modellati come sculture, lavorazioni complesse, gusto per i contrasti. E intanto l’Asia viaggia verso nuovi mercati del fashion.

Hoang Minh Ha
Hoang Minh Ha

Contaminazioni occidentali e tradizione sartoriale asiatica. Da un lato il minimalismo estetico e l’attenzione per i particolari tipici dell’Oriente, dall’altro le lavorazioni complesse e raffinate che solo l’alta moda europea sa regalare. Due mondi apparentemente lontani, ma che si incontrano di continuo nell’era della globalizzazione.
Il risultato? È già tutto nel primo posto assegnato dall’edizione vietnamita del talent show televisivo Project Runway. Vinto nel 2013 dal giovane designer Hoang Minh Ha, il talent ha contribuito a far conoscere a livello locale e internazionale una singolare creatività, vanto per il Vietnam e più in generale per l’Asian Couture Federation, l’associazione degli stilisti del continente asiatico (giovani e non) presieduta da Frank Cintamani. Un modo di concepire la moda che sorprende ed è pronto a evolversi grazie alla continua ricerca, allo studio della contemporaneità e naturalmente a oculate strategie di marketing.
Hoang Minh Ha è nato a Daklak, cittadina vietnamita, è laureato in architettura e la sua passione per il fashion è stata da sempre il motore che lo ha spinto a partecipare a diversi concorsi, conquistandone il podio. Elegante e sofisticato, lo stile del designer è apprezzato anche dagli europei, che lo hanno invitato a sfilare con la sua collezione alla Tiffany Fashion Week tenutasi in Francia. Un’esperienza internazionale rivelatasi ottimo trampolino di lancio internazionale: una visibilità sulla quale, con lungimiranza, l’Asian Couture Federation punta moltissimo, nel tentativo di conquistare i mercati esteri. L’Asia, sempre più vicina, conquista a velocità nuove fette di mercato: non solo nel settore dell’arte contemporanea, ma anche in quello del fashion.

Hoang Minh Ha
Hoang Minh Ha

È una donna misteriosa, seducente e a tratti stravagante quella proposta da Hoang Minh Ha nella collezione Black Rose, che in passerella ha conquistato il pubblico anche con un mix di aromi. L’ispirazione dello stilista evoca l’haute couture di Christian Dior ma l’estetica è assolutamente personalizzata grazie ai tessuti in rafia, pelle, raso, chiffon, protagonisti dell’intera linea. Così anche per la collezione Lady, dove la rosa, simbolo di purezza e femminilità – in perfetto mood botticelliano – si alterna a colori scuri come il nero puro, a contrasto con il bianco virginale e  il rosso, in un gioco di seduzione e maestria sartoriale.
L’effetto tridimensionale nei dettagli contribuisce a creare volumi sulla silhouette femminile. Gli abiti sono plasmati sul come fossero sculture, segno distintivo della griffe che punta su una couture contemporanea, rigorosamente made in Vietnam. Giovane e talentuoso, Hoang Minh Ha è considerato una delle promesse della moda vietnamita: la complessità delle lavorazioni nelle sue creazioni testimonia, come nell’edizione di dicembre della Vietnam International Fashion Week di Ho Chi Minh City, un’urgenza autentica di libertà espressiva. Già calata nella complessa sfida con le logiche del mercato.

Gustavo Marco P. Cipolla

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Gustavo Marco P. Cipolla
Classe 1984, calabrese di origini, romano di adozione, Gustavo Marco P. Cipolla è un cittadino del mondo. Ama viaggiare, quando gli è possibile, e confrontarsi con realtà e culture sempre differenti. Le sue esperienze formative e professionali sono diverse: dalla Laurea in Relazioni Internazionali ai Master in Marketing e Comunicazione degli Eventi artistici, culturali e dello spettacolo e in Comunicazione e Giornalismo di Moda. Collabora con alcune testate dove scrive, senza la pretesa di essere un critico, di moda, arte e cultura. È stato stagiaire nelle Organizzazioni Internazionali e ha svolto, e svolge, l’attività di press officer nel mondo della musica, nell’universo della moda e ha anche curato l’ufficio stampa di alcune compagnie teatrali indipendenti. Crede fermamente nel talento (degli altri) e sostiene che i giovani di oggi, grazie alle giuste opportunità, diventeranno gli adulti di domani.