Nuovo store Diesel a Roma. Con installazione di Andreas Nicolas Fischer

Diesel ha recentemente aperto un nuovo monomarca nella Capitale. E per l’occasione ha chiamato a intervenire Andreas Nicolas Fischer, artista berlinese. Con un’installazione interattiva “totale” e viva.

Diesel a Roma

A ottobre Diesel ha inaugurato una nuova boutique in pieno centro a Roma, in uno dei suoi luoghi simbolo – piazza di Spagna – legata da sempre all’arte e all’alta moda italiana. Diesel si cala così all’interno della piazza romana mettendo in scena il suo portato storico, rinnovato e modulato al presente, e l’attenzione per ciò che accade nella contemporaneità, con un occhio sempre ben puntato verso le nuove generazioni. Come testimoniano d’altronde alcune iniziative passate: Diesel Wall del 2006-2007, una competizione internazionale per la quale sono state realizzate opere monumentali sui muri delle più importanti metropoli del mondo, o il Talent Support, concorso annuale per i giovani talenti del fashion design.
Renzo Rosso, fondatore di Diesel, ci tiene a precisare che il suo interesse per l’arte cresce e si rivolge anche a opere per la collettività, come lo sponsorizzazione per il restauro del Ponte di Rialto a Venezia con la sua fondazione sociale.

Diesel a Roma
Diesel a Roma

Per l’apertura della boutique, Diesel ha scelto di seguire le ricerche più stringenti della contemporaneità e ha invitato l’artista tedesco Andreas Nicolas Fischer (Monaco di Baviera, 1982; vive a Berlino) a intervenire proprio al suo interno con un’installazione interattiva e viva.
Un organismo vivente 2.0 pensato per la città, che lo ospita fino alla fine dell’anno. Gli schermi parietali sono posizionati in una sorta di atrio che precede l’ingresso all’interno dello store, lo ricoprono interamente e infondono ai visitatori un’atmosfera “immersiva”, come un acquario di flussi colorati e sempre diversi. Questi improvvisi cambiamenti, il mutare delle forme e dei colori negli schermi, dipendono da un complicato sistema processuale generato da un algoritmo che l’artista ha appositamente ideato. Questo processo è messo in moto dagli utenti tramite l’utilizzo di alcuni hashtag in Rete che innescano meccanismi e conseguenze diverse.
Gli hashtag #Rome e #Roma contribuiscono ad alimentare l’organismo di Fischer inviando impulsi che rielaborano i dati topografici della Città Eterna mutando i flussi in nuove forme e colori. Mentre l’hashtag #POSTroma, da utilizzare esclusivamente su Twitter, genera una risposta personalizzata e unica per l’utente che ne ha fatto uso: un frame in tempo reale dell’opera nella boutique titolato da un haiku.

Andreas Nicolas Fischer per Diesel a Roma
Andreas Nicolas Fischer per Diesel a Roma

L’installazione digitale di Fischer possiede alcuni interessanti livelli di analisi. Il primo riguarda il piano estetico, in cui l’opera si colloca, legato all’evidente confronto dialogico tra due elementi diversi che, fondendosi, si alimentano vicendevolmente: artificiale e naturale. Un cuore algoritmico impalpabile che rende attiva e vivente l’opera stessa, tanto che è impossibile prevedere quale sarà il suo aspetto finale, una dinamica convergente gli interessi stessi dell’artista, come afferma durante una breve intervista rilasciata il giorno dell’inaugurazione.
Il secondo livello rimane più intricato e affascinante e affonda direttamente le mani nella realtà in cui viviamo. Intercetta il piano dell’interattività, dell’intelligenza artificiale e di sistemi operativi che traducono informazioni in tempo reale senza che l’uomo se ne renda conto. L’opera di Fischer è un’installazione interattiva totale, intesa sia come qualcosa che include il rapporto utente-programma in un reciproco rapporto di scambio di azioni, sia come coinvolgimento diretto e partecipato del pubblico alla crescita dell’opera stessa.
Un’installazione che, possedendo quegli elementi di base modello-algoritmo, cade a pieno titolo in quei filoni dell’arte in diretto confronto con la scienza, che la studiano e la utilizzano per generare arte, dove il modello rappresenta l’idea dell’opera che l’artista ha in mente e l’algoritmo è il piano di esecuzione, il “livello formale”.

Andreas Nicolas Fischer per Diesel a Roma
Andreas Nicolas Fischer per Diesel a Roma

Tutto ciò è associato a un complicato, invisibile meccanismo di cui il semplice compiere l’azione – postare l’hashtag – non ci fa rendere conto, perché siamo abituati alla Rete a portata di polpastrello. Ovvero quest’azione in sé rientra in una serie quotidiana di gesti compiuti, o quantomeno familiari. Una tecnologiasenza soluzione di continuità (Eric Schmidt) che ci rende forse un po’ miopi, mentre quell’immagine personale che si ottiene è il risultato hic et nunc di informazioni digitalizzate, pezzetti di qualcosa della vita reale.

Giorgia Noto

http://store.diesel.com/

 

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Giorgia Noto
Laureata in Storia dell’Arte Contemporanea presso la Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell’Università degli Studi della Tuscia (Viterbo). Collabora con alcune riviste cartacee e testate online legate alla cultura contemporanea, scrivendo principalmente di arti visive e moda. Parallelamente all’attività di scrittrice freelance, è una curatrice. Ha collaborato con il collettivo di arte pubblica Cantieri d’Arte, formato da Marco Trulli e Claudio Zecchi, e frequentato il Corso in pratiche curatoriali e arti contemporanee di Aurora Fonda a Venezia. Dopo un anno di lavoro intenso con un’associazione romana con cui ha ideato e organizzato diversi progetti all’interno della città di Roma, oggi porta avanti la sua ricerca come curatrice in autonomia.