Ek Thongprasert: quando l’arte incontra il design del gioiello

È un creativo fuori dagli schemi, Ek Thongprasert, designer tailandese residente in Belgio. Le sue collezioni di gioielli strizzano l’occhio all’arte contemporanea, e la sua sperimentazione sui materiali rende la ricerca ancora più curiosa. Avete mai visto gioielli di silicone?

Ek Thongprasert - Courtesy of Press Office
Ek Thongprasert - Courtesy of Press Office

Una storia, a monte della creatività, legata al simbolico, ad esperienze di vita, alla realtà cosmopolita. Si chiama Ek Thongprasert, ha origini tailandesi ma vive ad Anversa, in Belgio. Più che un designer di bijoux, è un raffinato cultore della plasticità della materia, che forma e trasforma da artista, fino a realizzare la sua opera. L’esperimento di questo giovane trentatreenne di Bangkok, fondatore dell’omonimo brand, sta nel creare gioielli il cui valore è nella possibilità, per chi può permettersi, di acquistarli e non nel lusso di possederli. Come ci è riuscito? Attraverso una ricerca minuziosa dei materiali, prove e continui tentativi, fino ad arrivare all’inconsueto utilizzo del silicone per creare piccoli capolavori di gioielleria.
L’idea nasce nel 2008, quando Ek Thongprasert, allora studente all’Accademia di Belle Arti di Anversa, prepara per la sua tesi di laurea una capsule collection in cui il silicone, materiale normalmente utilizzato per realizzare le maschere che gli attori indossano nei film, diventa l’idea geniale da sfruttare nel mondo del design del gioiello. Questo materiale, grazie alla sua morbida texture, non ha la rigidità del metallo o del cristallo. Quasi soffice al tatto, è assolutamente versatile e si adatta, secondo il designer, alle più svariate declinazioni di abbigliamento. Un gioiello in silicone è quindi l’ideale sia per look casual che per outfit più eleganti e sofisticati. In ogni collezione Ek Thongprasert segue l’intero processo di realizzazione, dai bozzetti fino allo sviluppo dei prototipi.

Ek  Thongprasert - Courtesy of Press Office
Ek Thongprasert – Courtesy of Press Office

E non manca il lato ludico e creativo. Per la sua composizione, infatti, il silicone è un materiale che assume diverse sfumature cromatiche a seguito di particolari procedure di trattamento. “Una sperimentazione continua e divertente”, dichiara il creativo tailandese, “che porto avanti fino al raggiungimento della combinazione perfetta nella gradazione di colore”. I gioielli diventano puzzle interscambiabili, mosaici in cui il designer si diverte a sostituire tonalità e pietre da incastonare creando effetti unici e originali.
Uno stile di vita particolare, insieme al binomio Anversa-Bangkok, segna la concezione estetica di Ek Thongprasert. Europa e Asia si incontrano in un gioiello, tra passione per l’arte contemporanea e attaccamento alla terra d’origine, la Tailandia. L’ispirazione è nella percezione del mondo circostante, nel farsi portavoce di esigenze rintracciabili nel quotidiano e trasformarle in pezzi d’arte da indossare. Come la collezione Etnica, nata dall’osservazione dei tipici gioielli indiani in argento, successivamente trasformati in silicone dal designer; o la collezione Pearl stop-motion. In quest’ultima Ek Thongprasert decide di fermare il tempo congelando la sofferenza per la perdita della madre attraverso la creazione di gioielli semplici alla vista (in fondo si tratta di una collana di perle) che seguono, anche in direzione casuale, il movimento della persona, quasi a interagire con chi li indossa. Le creazioni di Ek Thongprasert evocano negli intenti l’arte concettuale di Joseph Kosuth per cui un’opera, in questo caso un gioiello, contiene un pensiero che si esprime a prescindere dalla sua forma estetica. Certo, nel designer tailandese le forme, le linee e le costruzioni di bigiotteria ricercano il bello, ma la volontà di esprimere un concetto in maniera inusuale, anche in un collier, rende l’idea dell’artista-designer meritevole di plauso. Per la collezione autunno-inverno 2014/15 il creativo rivisita lo stile barocco che da sempre rappresenta l’eccesso nella sua complessità, interpretandolo in chiave minimal, essenziale, contemporanea.

Ek  Thongprasert - Courtesy of Press Office
Ek Thongprasert – Courtesy of Press Office

Il brand in numeri? Sono più di sessanta gli store nel mondo, principalmente in Asia e Medio Oriente, dove si possono acquistare i bijoux firmati Ek Thongprasert (Isetan a Tokyo, 10 Corso Como a Seoul, passando per Club 21 in Tailandia, fino a Joyce ad Hong Kong e poi ancora Singapore, Pechino e Giacarta). Il marchio è in continua espansione e utilizza le nuove frontiere dell’e-commerce per una distribuzione ancora più capillare a livello globale. Tra i progetti futuri del designer tailandese c’è il lancio a Parigi di una collezione di borse in ottobre e una capsule di abiti per dare maggiore visibilità all’immagine del marchio.
Gustavo Marco P. Cipolla

 

www.ekthongprasert.be

 

 

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Gustavo Marco P. Cipolla
Classe 1984, calabrese di origini, romano di adozione, Gustavo Marco P. Cipolla è un cittadino del mondo. Ama viaggiare, quando gli è possibile, e confrontarsi con realtà e culture sempre differenti. Le sue esperienze formative e professionali sono diverse: dalla Laurea in Relazioni Internazionali ai Master in Marketing e Comunicazione degli Eventi artistici, culturali e dello spettacolo e in Comunicazione e Giornalismo di Moda. Collabora con alcune testate dove scrive, senza la pretesa di essere un critico, di moda, arte e cultura. È stato stagiaire nelle Organizzazioni Internazionali e ha svolto, e svolge, l’attività di press officer nel mondo della musica, nell’universo della moda e ha anche curato l’ufficio stampa di alcune compagnie teatrali indipendenti. Crede fermamente nel talento (degli altri) e sostiene che i giovani di oggi, grazie alle giuste opportunità, diventeranno gli adulti di domani.