Estate, tempo di viaggi: 10 mete di design da non perdere

Dieci tappe di design da non mancare nei mesi di luglio e agosto. Tra Los Angeles, Londra, Copenhagen, Parigi, San Francisco, Tel Aviv e Marsiglia. E ce ne è davvero per tutti i gusti: mostre dedicate al toy design, alla grafica della comunicazione politica, al design dell’architettura, fino al regno asettico di Lanza Atelier.

Se la futura destinazione estiva fosse ancora incerta, di per sé vacante– e dunque ancora etimologicamente legittimata a sussistere come tale – vi proponiamo dieci mostre di design che potrebbero stimolarvi a scegliere una meta per i vostri prossimi viaggi. In Europa, America, oppure in Medio Oriente. E magari a rendere dieci città nel mondo, passaggio elettivo per un’estate ancora da comporre, da strutturare, anche nel segno del design.

      Ginevra Bria

1. LONDRA

Hope to Nope: Graphics and Politics 2008-18, Design Museum, Londra

Qualora Londra fosse la vostra meta o semplicemente il tramite verso lande più silenziose, consigliamo di visitare, al Design Museum, un percorso espositivo insolito, centrato sulla storia della grafica degli ultimi dieci anni. Fino al 12 agosto, Hope to Nope: Graphics and Politics 2008-18vi restituirà un ventaglio di strumenti di comunicazione politica utilizzati per veicolare i più importanti fenomeni mediatici dell’ultima decade.Dalla crisi economica globale, alla primavera araba, dall’Isis alla Brexit, alle campagne di Trump e Obama, troverete oltre 160 oggetti e installazioni che accompagneranno parole e supporti d’ascolto.

https://designmuseum.org/exhibitions/hope-to-nope-graphics-and-politics-2008-18

2. PARIGI

UAM. Une aventure moderne, Centre Pompidou, Paris

Parigi, quest’estate, invece, la mostra da visitare (oltre a Margiela, les années Hermèsa le Musée des Arts Decoratifs e Junya Ishigami, Freeing Architecturealla Fondation Cartier) è UAM. Une aventure moderne. Il Pompidou di Parigi ospita fino al 27 agosto un percorso dedicato a un movimento poco conosciuto ma fondamentale per l’arte contemporanea soprattutto francese. Parliamo dello UAM, acronimo per Union des artistes modernes (Unione degli artisti moderni). Il gruppo rappresenta la modernità francese del 20esimo secolo e riunisce i grandi autori dell’epoca come Le Corbusier, Mallet-Stevens, Eileen Gray, Charlotte Perriand, René Herbst e Pierre Chareau

www.centrepompidou.fr

3. MARSIGLIA

Normal Studio, appartement n 50 de La Cité Radieuse, Marsiglia

Per rimanere in Francia, a Marsiglia, da una decina d’anni, d’estate apre al pubblico l’appartamento n.50 de La Cité Radieuse. A confrontarsi con gli interni disegnati da Jeanneret e Charlotte Perriand, tutelati dal 1995 dallo status di Monumento Nazionale, quest’anno saranno i francesi Éloi Chafaï e Jean-François Dingjian, in arte Normal Studio, che esporranno i loro lavori dal 15 luglio al 15 agosto. Fra gli oggetti prodotti in serie ci saranno: le lampade Astrup e Balke per Sammode, la sedia e la poltrona Tresse (Maiori) e pezzi unici come la lampada Ready Made per Carpenters Workshop Gallery.

appt50lc.org | normalstudio.fr

4. HORNU (BELGIO)

Stop Grow! Design and no-growth, Centre d’Innovation et de Design, Hornou, Belgio

In Belgio, invece, nella cittadina di Hornu ,fino al 21 ottobre, al Centre d’Innovation et de Design, è aperto un percorso insolito dedicato al design. La mostra, dal titolo Stop Grow! Design and no-growth, presenta diversi lavori critici di artisti che segnalano, spesso con humour, la caduta del sistema dominante verso il quale loro stessi non possono, o non hanno mai voluto, per conformità, appartenere. In questa mostra sono state proposte sei linee di riflessione che guardano al quotidiano attraverso sei lenti: Deliberate simplicity, Recycling, Localproduction, Low-tech, Fiighting against programmed obsolescencee infine The arrival of new economic models.

http://www.cid-grand-hornu.be/en/expositions/The_Limits_to_Growth__/223/

5. COPENHAGEN

Learning from Japan, Design Museum Denmark, Copenhagen

Copenhagen, invece, il Design Museum Denmark, seppure ancora in via di ripristino, offre la possibilità di attraversare i suoi spazi e di arrivare a visionare una preziosa raccolta di 400 oggetti, riuniti sotto il titolo Learning from Japan.Si tratta di un percorso davvero insolito che esplora l’universo simbolico di definizione dell’arte giapponese, mettendo in luce quanto la terra del Sol Levante sia stata un’inestimabile fonte di ispirazione per il design e l’artigianato danese. Grazie anche alla collezione permanente di oggetti giapponesi del museo, artefatti dal 1900 ai giorni nostri, la mostra renderà sempre più visibile le connessioni con forme e volumi oggi diventati cifra stilistica della essenzialità scandinava.

https://designmuseum.dk/en/exhibition/learning-from-japan/

6. BERLINO

Bauhaus-Archiv Berlin, 2013, Berlin

Nel caso in cui Berlino sia la vostra meta estiva, consigliamo di visitare, in anteprima, la sede temporanea del bauhaus-archiv / museum für gestaltung. Dal 30 giugno infatti, il nuovo luogo fisico/espositivo degli archivi storici si è temporaneamente trasferito presso il palazzo del Knesebeckstraße 1-2 (U Ernst-Reuter-Platz). In questo caso si tratta non di un vero e proprio museo, ma di uno spazio non convenzionale che accoglie i visitatori con una programmazione studiata, mostrando il percorso storico e il futuro prossimo del bauhaus-archiv. Nel 2019, infatti, in tutta la Germania, avverranno le celebrazioni del centenario della Bauhaus, che, in parte sarà svelato anche al Knesebeckstraße in attesa del rinnovato bauhaus-archiv / museum für gestaltung.

https://www.bauhaus.de/en/programm/4214_the_temporary_bauhaus_archiv_museum_fuer_gestaltung/

7. NEW YORK

Share food by Bilge Nur Saltik, 2013, in The Senses, Erwitt Cooper, New York

Al di fuori dell’Europa, qualora invece si scegliesse di volare verso New York, si consiglia di visitare al Cooper Hewitt, nelle vicinanze del Guggenheim, (più precisamente tra la Quinta e Madison Avenue), la mostra dal titolo The Senses, con oltre 65 progetti di design, 40 oggetti e installazioni da toccare, ascoltare e annusare. L’intento è celebrare la ricchezza inclusiva e sensoria del design. Del cosiddetto Sensory Design che attraversa il nostro mondo quotidiano valorizzando forme, superfici, sperimentazioni e accostamenti atti ad amplificare la percezione che noi abbiamo della realtà, modificando, spesso, l’utilizzo che noi usualmente facciamo delle cose.

https://www.cooperhewitt.org/channel/senses/

8. SAN FRANCISCO

LANZA Atelier, Mesa nómada (Steps Table), 2017 (installation view, Labor Gallery, Mexico City); photo: Camila Cossio, San Francisco SFMOMA

Per rimanere negli USA, si suggerisce di visitare San Francisco, ma prima del 29 luglio. Entro quella data terminerà, infatti, New Work: LANZA Atelier, al quarto piano dell’SFMOMA. La mostra presenta tre radicalissimi progetti degli architetti messicani (tra i quali Isabel Abascal e Alessandro Arienzo) e dà vita al primo progetto americano dello studio fondato nel 2015. Il percorso presenta tre interventi di Interaction Design e ripropone infrastrutture esistenti, come lo Steps Table, che pone dei limiti fisici di utilizzo quotidiano, da parte del pubblico, rivelando, invece, superfici, capaci, insperabilmente, di riunire e creare comunità.

https://www.sfmoma.org/exhibition/new-work-lanza-atelier/

9. LOS ANGELES

Fidia Falaschetti, Social Security Camera – Instagram, IED, NOT AN ARTIST Los Angeles

Per concludere il tour americano, si potrebbe visitare anche Los Angeles, e la mostra Not An Artistfinoal 20 di settembre all’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles. A cura di Jacopo Manganiello e Igor Zanti, la mostra indaga il fenomeno del toy design attraverso i progetti di Fidia Falaschetti, Joe Ledbetter/J.Led, Massimo Giacon e Simone Legno/tokidoki. La scelta degli artisti e designer in mostra è esemplificativa proprio di questo percorso ondivago tra discipline differenti. Sono state infatti individuate delle personalità complesse che possono offrire con il loro lavoro una panoramica, seppur parziale, di quello che significa produrre toy e di quali sono le implicazioni culturali di questo tipo di produzione artistica.

ied.edu/notanartist-la

10. TEL AVIV

Sagmeister & Walsh: A Retrospective, Museo di Holon, Tel Aviv

Se la città di Tel Avivrappresentasse la meta delle vostre vacanze, da non mancare al Museo di Holon la prima retrospettiva dedicata al lavoro di Sagmeister &Walsh, dal titolo Sagmeister & Walsh: A Retrospective, a cura di Maya Dvash, aperta fino al 20 ottobre. Negli spazi nautici del museo sono stati esposti 70 progetti di identità visiva, poster, campagne pubblicitarie e installazioni. Le sezioni che suddividono le ricerche di Sagmeister &Walsh sono The Representation of Emotions, Creating Worlds, References & Quotations, Letters as Imagese Representing the Body.

 

http://www.dmh.org.il/exhibition/exhibition.aspx?pid=50&catId=-1

 

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. È specializzata in arte contemporanea latinoamericana.