Dalla casa alla collaborazione con la NASA. Nasce Rumtid, la collezione “marziana” di Ikea

Anche il gigante svedese dell’arredamento low cost si ispira a Marte e annuncia la collaborazione con la NASA per una serie di prodotti in arrivo nel 2020. I designer coinvolti nel progetto si sono preparati passando del tempo in un simulatore e nei capsule hotel giapponesi

Ikea, collezione Rumtid
Ikea, collezione Rumtid

L’ipotesi di uno sbarco su Marte e di una successiva colonizzazione umana del Pianeta Rosso fornisce da qualche anno terreno fertile alla fantasia dei designer. Durante l’ultima design week milanese, per esempio, la mostra The Future of Living and the Planet of the Future curata da Stefano Boeri ha immaginato avveniristiche città-foreste marziane come alternativa alla Terra resa inabitabile dall’avanzare del riscaldamento globale e soluzioni tecnologiche per l’adattamento alla vita nel nuovo contesto. Dalla speculazione teorica alla pratica dell’abitare il passo non è poi così lungo, ed ecco l’annuncio di una collaborazione tra Ikea, il colosso svedese dell’arredamento low cost, e la Mars Desert Research Station, il centro di ricerca della NASA che riproduce le condizioni abitative del pianeta nel deserto dello Utah.

Ikea, collezione Rumtid
Ikea, collezione Rumtid

LIFE ON MARS

I primi elementi di una nuova collezione – battezzata Rumtid, termine che in svedese riunisce i concetti di spazio, “rum”, e tempo, “tid”, e ispirata alla vita su Marte – sono stati presentati a giugno, in occasione dei Democratic Design Days, un ciclo di conferenze organizzato dall’azienda su base annuale. Si tratta di un purificatore d’aria, un terrario, un piccolo orto per interni, un sistema di arredamento modulare, soluzioni di illuminazione e un nuovo materiale ultraleggero, realizzato combinando legno e scarti di produzione. Gli elementi tubolari prodotti con questo nuovo materiale possono essere uniti tra loro in vari modi grazie a speciali connettori per costruire pezzi d’arredo personalizzati.

ASPETTANDO IL PIANETA ROSSO

L’idea è di sfruttare la speculazione teorica su come arredare eventuali capsule abitative progettate per la colonizzazione del Pianeta Rosso per creare soluzioni che possano, più prosaicamente e senza attendere l’effettiva partenza di un’eventuale missione spaziale, adattarsi a un contesto urbano caratterizzato dalla cronica carenza di spazio. “Vogliamo imparare dagli scenari estremi e riportarli sulla Terra, concentrandoci sull’urbanizzazione e sugli spazi abitativi ridotti”, ha spiegato Siri Skillgate, giovane designer svedese che fa parte della squadra di cinque progettisti guidata dal direttore creativo Micheal Nikolic. Skillgate ha soggiornato in diversi capsule hotel giapponesi per capire come si vive in ambienti estremamente ridotti, oltre che all’interno di un simulatore nel deserto dello Utah: “A Tokyo, per esempio, è in atto una profonda riflessione su questi temi che comprende soluzioni come la modalità e la mobilità. Abbiamo trovato ispirazione nelle soluzioni adottate dalle persone nelle loro case e nei capsule hotel, in particolare per quanto riguarda cassettiere e contenitori”. Il lancio è previsto per il 2020, anno della prossima missione sul Pianeta Rosso annunciata dalla NASA.

– Giulia Marani

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Giulia Marani
Classe 1983, genovese di nascita e di cuore. Dopo la laurea in comunicazione all’Università degli Studi di Milano, soccombe al fascino di Parigi, dove vive per sei anni, lavorando come ufficio stampa in ambito editoriale e nella redazione della rivista di architettura e design Architectures à vivre.